Vitalizi, i 5 Stelle in piazza a Roma per la manifestazione 'anti-casta'

Oggi il Movimento 5 Stelle è tornato a vestire i panni di forza 'anti-casta' come faceva alle origini. Il Movimento ha chiamato a raccolta i suoi attivisti in Piazza Santissimi Apostoli a Roma per manifestare contro l'ipotesi di un ripristino dei vitalizi al Senato. Settecentosettantadue ex parlamentari hanno presentato ricorso contro il taglio dell'assegno e la decisione in merito è stata affidata alla Commissione Contenziosa di Palazzo Madama, che avrebbe dovuto decidere entro il 20 febbraio.

Avrebbe dovuto, già, perché al momento si sta vivendo una fase di impasse dopo le accuse di conflitto d'interessi lanciate dai 5 Stelle nei confronti dei componenti della Commissione. Sul banco degli imputati c'è il forzista Giacomo Caliendo, considerato in conflitto perché avrebbe già maturato il diritto all'assegno qualora non dovesse essere rieletto.

L'altro grande accusato è Cesare Martellino, componente tecnico della commissione, che secondo Il Fatto Quotidiano avrebbe un legame di stretta amicizia con Nitto Palma, ex magistrato nonché Ministro della Giustizia al quale è stato tagliato il vitalizio. In sostanza il Movimento 5 Stelle teme un colpo di spugna e non vorrebbe che questa decisione venisse presa in autodichia.

In piazza secondo gli organizzatori sono scese circa 10mila persone; non esattamente un successo incredibile se si pensa che questo era un cavallo di battaglia di una forza politica che aveva 1/3 dei consensi nel Paese. In piazza si è rivisto anche Luigi Di Maio, che ha parlato anche del tema della prescrizione: "Noi vogliamo uno Stato in cui gli onesti vanno avanti e i furbi no. La giustizia nel nostro Paese significa tutelare chi si comporta correttamente. E dopo tanti ministri opportunisti finalmente abbiamo un ministro della giustizia tutto d'un pezzo e dobbiamo difendere la riforma della prescrizione che dice una sola cosa: non esistono scorciatoie per chi vuole fare il furbo".

Oltre all'ex leader c'erano anche altri parlamentari di primo piano e ministri. Tra questi il titolare del Mise, Stefano Patuanelli: "Siamo in piazza perché vogliamo dare risposta ai cittadini normali e non alla casta e ai privilegi della politica. Parliamo esclusivamente di vitalizi. Bisogna allearsi sul rispondere e dare risposte ai cittadini e penso che questa sia l’unica cosa che deve fare il M5S, parlare di temi, di energia pulita, di ambiente. Su queste cose possiamo fare alleanze con chi ci sta. Ma non è una questione di fare alleanze strutturali a prescindere con qualcuno".

C'era anche il Ministro D'Incà, che ha specificato di essere presente nelle vesti di attivista e parlamentare: "Io sono qui come portavoce del Movimento, questa piazza è il M5S, il governo non c’entra. È una piazza che dimostra che c’è tanta gente che crede nelle nostre battaglie".

In piazza anche il Ministro Bonafede: "Noi siamo qui non contro qualcuno, noi siamo qui per rivendicare il diritto ad essere il M5S. La piazza di oggi va oltre il tema della vitalizi, siamo qui per dire che l'unico privilegio che deve avere un parlamentare è essere portavoce dei cittadini. Il M5S è cresciuto, non cedendo mai alle provocazioni perché cedendo a queste si fa solo il gioco dei provocatori. Noi andiamo avanti con i nostri valori".

Gli ex parlamentari: "M5S in piazza per intimidire i giudici"

Nella giornata della manifestazione dei 5 Stelle sono tornati a farsi sentire anche gli ex parlamentari che hanno presentato ricorso contro il taglio dell'assegno. Antonello Falomi, presidente dell'Associazione degli ex parlamentari, ha invocato "la forza del diritto contro il diritto della forza": "È la prima volta che si organizza una manifestazione per impedire a dei giudici di emettere una sentenza oppure per tentare di condizionarli, intimidirli, minacciarli"

"Sembra che per gli ex parlamentari non vale ciò che vale per un normale cittadino ovvero il diritto ad avere un giudice. Questa manifestazione è il punto di arrivo di una azione" messa in campo per "tentare di negare giustizia agli ex parlamentari". Falomi, ex parlamentare del Pds, ha parlato di "vergognosa gogna mediatica a cui sono stati sottoposti alcuni giudici di quella Commissione, a partire dal senatore Caliendo".

Falomi è tornato a ricordare con quali modalità è stato operato il taglio dei vitalizi: "Di Maio e Travaglio ci avevano spiegato che sui vitalizi non bisognava fare una legge ma la delibera, e agire, così, in autodichia. Adesso che i giudici della autodichia non gli vanno più bene, li contestano, temono sentenze a loro sgradite e si mettono a invocare tribunali del popolo. Gli ex parlamentari rischiano di essere l'unica categoria a cui viene negato il diritto di avere un giudice e una sentenza".

E infine: "Perché il M5S ha paura del pronunciamento di un organo giudiziario? Stanno facendo di tutto per impedire questa sentenza... Anche la data del 20 febbraio è saltata, non si sa quando la Commissione contenziosa sarà riconvocata".

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