Decreti sicurezza, manca l'intesa sulle modifiche da apportare

Il tavolo di lavoro odierno a Palazzo Chigi su sicurezza ed immigrazione si è chiuso con una fumata nera. L'obiettivo del tavolo, inserito nell'ambito dell'Agenda 2023 del governo Conte, era quello di definire le modifiche da apportare ai due decreti sicurezza voluti da Matteo Salvini e approvati durante la precedente legislatura.

Al premier Conte, presente al tavolo insieme al Ministro della Difesa Lorenzo Guerini e al Ministro dell'Interno Luciana Lamorgese, il compito di trovare una mediazione tra le varie posizioni. Da un lato ci sono Italia Viva e LeU che vorrebbero modificare in maniera sostanziale il Memorandum Italia-Libia confermato dal governo pochi giorni fa. Dall'altro, invece, il Movimento 5 Stelle che avrebbero una posizione più frenata.

Dopo le prime tre ore di tavolo, fonti di Palazzo Chigi hanno fatto sapere che "siamo ancora nella fase istruttoria", mentre il viceministro all'Interno Matteo Mauri è stato un po' più loquace:

Il giudizio che diamo della riunione è positivo, si sono fatti molti passi avanti, si sono condivisi obiettivi comuni e si è affrontato in modo molto concreto quello che è l'esito di questo anno e mezzo di decreti, valutando tutte le questioni negative che hanno portato e decidendo di intervenire. [...] Si è riflettuto sul tema dell'integrazione e su come questi dl hanno prodotto obiettivamente irregolarità. Abbiamo condiviso uno schema di lavoro, abbiamo deciso di dividere la parte più legata alla sicurezza e quella legata all'immigrazione e abbiamo riflettuto, con qualche accenno diverso ma assolutamente riconducibile all'unità, su quali possono essere gli interventi.

A questo primo tavolo di lavoro ne seguiranno altri, anche se forse ne basterà soltanto un altro. Stando a Matteo Mauri, infatti, le varie posizioni emerse durante la riunione non sarebbero così insormontabili: "Non ci sono distanze significative".

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