L'appello di Renzi: "Serve elezione diretta del Premier"

Matteo Renzi è tornato a parlare di una nuova riforma costituzionale dopo la batosta presa nel dicembre 2016, quando gli italiani votarono in maggioranza per il 'no' al referendum confermativo. Ospite di Porta a Porta il capo di Italia Viva ha fatto un appello ai leader degli altri partiti affinché venga varata una riforma che preveda l'elezione diretta del Premier e, per forza di cose, un bel premio di maggioranza che puzza di incostituzionalità: "Non si può andare avanti cosi, con le scene che abbiamo visto. Faccio un appello a tutte le forze politiche, Zingaretti, Di Maio, Crimi, Conte, Leu, Salvini, Meloni, Berlusconi: fermiamoci un secondo, portiamo il sistema dei sindaci a livello nazionale per eleggere il sindaco d'Italia, la soluzione è l'elezione diretta del presidente del Consiglio".

Poi Renzi è tornato a parlare delle tensioni con il Premier Conte, sostenendo di non voler arrivare ad una crisi: "non butto la palla in tribuna. Anche se si rompe la maggioranza non si può votare fino all’autunno, è presumibile che fino al 2021 non si vota. C'è un impedimento tecnico, è il momento di pensare prima agli italiani e poi ai partiti".

Quanto alla sua riforma per l'elezione del "sindaco d'Italia", secondo Renzi si può fare anche con un Governo "modello Nazareno, il governo Conte con il sostegno istituzionale delle opposizioni non al governo ma alla riforma, o con un modello Maccanico. È secondario chi fa il presidente del Consiglio se c’è l’obiettivo della grande riforma".

Sogni di riforma a parte, Renzi ha sostenuto di non avere "nessun problema personale con Conte", al quale però ha lanciato un'accusa pesante, ovvero di aver tentato di far fuori Italia Viva: "Hanno cercato di raccogliere i senatori responsabili. Ma non c'è niente di male se il presidente del Consiglio, qualche suo collaboratore o esponente della maggioranza dice 'togliamoci di torno Renzi perché non ci dice di sì sulla giustizia'. È loro diritto provarci, ma la prossima volta farebbero meglio a riuscirci".

Sul nodo della prescrizione, Renzi ha ribadito che "se nulla cambierà Italia viva presenterà la mozione di sfiducia al ministro Bonafede", anche se ha detto di "voler essere ottimista, sperando che prevalga il buonsenso". Poi ha aggiunto: "Se vogliono i nostri voti prendessero le nostre idee, una ogni tanto. Non sono un rompiscatole, non faccio il gioco della corda per un fatto personale, sono convinto".

E ancora: "Il problema del governo non l'abbiamo posto noi, io non ho mai detto 'tolgo la fiducia a Conte', se mai lui ha tolto la fiducia a Iv con alcune dichiarazioni dure sulla giustizia. La mia preoccupazione credo non sia, voglio togliere Conte, altrimenti non si spiega che abbiamo fatto partire un governo contro l'Italexit. Certo il governo deve verificare se va avanti o no".

E infine ha aggiunto: "Questo Parlamento non vuole andare a casa, ci sono 945 parlamentari che vogliono fare il proprio servizio al Paese, la prossima volta i parlamentari saranno 600, c'è una strage di deputati". Tra questi parlamentari preoccupati, di sicuro, ci saranno anche molti di Italia Viva, anche se questo Renzi preferisce ometterlo.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO