Droga, Lamorgese: "carcere anche per spaccio di modiche quantità"

La Ministra Lamorgese ha annunciato una modifica al codice penale per combattere lo spaccio di droga sulla quale sta lavorando in sinergia con il Ministero della Giustizia. L'obiettivo è quello di punire gli spacciatori recidivi trovati in possesso di modiche quantità, per i quali attualmente non è prevista la custodia cautelare in carcere, che spesso tornano dopo poco a fare il loro "lavoro" allo stesso angolo di strada.

Questa le parole della Ministra dell'Interno: "Il provvedimento predisposto prevede una norma per superare l'attuale disposizione dell'articolo 73 comma cinque che non prevede l'arresto immediato per i casi di spaccio di droga. Abbiamo fatto un tavolo di lavoro con il ministero della Giustizia e abbiamo trovato una soluzione che convince sia noi sia la Giustizia, dando la possibilità di arrestare immediatamente con la custodia in carcere coloro che si macchiano di questo reato".

E ancora: "È stato rilevato il fatto che arrestare, senza custodia in carcere, e il giorno dopo vedere nello stesso angolo di strada lo spacciatore preso il giorno prima, incide anche sulla demotivazione del personale di polizia che tanto si impegna su questo versante e vede la propria attività essere posta nel nulla quando il giorno dopo li ritroviamo nello stesso posto".

L'associazione nazionale funzionari di polizia (A.N.F.P.) ha commentato la proposta della ministra esprimendo netta soddisfazione: "Accogliamo con particolare favore l'ipotesi normativa predisposta dal ministero dell'Interno che consentirà l'applicazione di misure cautelari in carcere per chi spaccia sostanze stupefacenti indipendentemente dalla quantità ceduta. I dati in nostro possesso sono allarmanti non solo e non tanto per quanto riguarda l'uso di stupefacenti ma anche e soprattutto per il dilagare del suo consumo tra i più giovani. L'impegno ed il lavoro svolto quotidianamente dagli appartenenti alle forze di polizia nelle piazze dello spaccio di tutti i centri urbani è infatti oggi mortificato dalla impossibilità, di fatto, di applicare misure limitative della libertà personale nei confronti di soggetti sorpresi in flagranza di reato di cessione di stupefacenti e regolarmente rilasciati dopo meno di 48 ore".

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