Coronavirus in Lombardia, assessore conferma i sei casi. Trasmissione secondaria: "Ora il virus è in Italia"

Sono confermati i sei casi di positività al coronavirus in Lombardia come spiega l'assessore regionale al Welfare Giulio Gallera secondo cui "il paziente ricoverato al Sacco sta bene" mentre la situazione della moglie dell’uomo ricoverato a Codogno "è positiva".

Intanto si apprende che è negativo il test sul "paziente zero", cioè sulla persona rientrata dalla Cina venuta in contatto con il cittadino di Codogno risultato poi positivo. Il paziente zero resta isolato all'ospedale Sacco di Milano secondo il principio della massima precauzione. Ulteriori accertamenti sono in corso per capire se l'uomo fosse infetto nei giorni passati.

Il ministro della Salute Roberto Speranza dopo la riunione del Comitato tecnico scientifico di stamattina ha emesso un’ordinanza che stabilisce l'isolamento obbligatorio in quarantena per gli stretti contatti del primo paziente risultato positivo in Lombardia disponendo la sorveglianza attiva con "permanenza domiciliare fiduciaria per chi è stato in aree a rischio negli ultimi 14 giorni con l'obbligo di segnalazione da parte del soggetto interessato alle autorità sanitarie locali".

Il primo italiano risultato positivo al coronavirus in Lombardia, come detto nel lodigiano, non era mai stato in Cina. "Ancora non sappiamo da chi si è diffuso il virus, potrebbe non essere da caso zero. Il caso indice è negativo al test" ha fatto sapere l'assessore Gallera che pur parlando di una "situazione estremamente nuova" ha invitato "alla calma". Nel frattempo in isolamento ci sono 250 persone. Le autorità hanno fatto appello ai cittadini di Codogno, Castiglione d’Adda e Casalpusterlengo di restare in casa.

A Codogno il sindaco ha emesso due ordinanze che dispongono in via precauzionale la chiusura delle scuole per oggi pomeriggio e domani e "almeno fino a domenica" di tutti "gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di pubblico intrattenimento ed i luoghi di ritrovo ed assembramento del pubblico", dagli stadi alle discoteche alle sale giochi.

Il coronavirus "ora è presente anche in Italia e la fase nuova è segnata dalla presenza di casi di trasmissione secondaria dell’infezione" commenta Walter Ricciardi, membro del consiglio esecutivo dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) che parla di trasmissione secondaria a proposito del contagio in un soggetto non proveniente direttamente dalle zone a rischio, quelle della provincia cinese di Hubei, focolaio dell’epidemia.

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