Virus, Conte: "Protocollo unico per tutte le regioni". Nel lodigiano arriva l'esercito

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Contro il coronavirus serve un protoccolo unico nazionale valido per tutte le regioni. Ne è convinto il premier Giuseppe Conte che vuole superare le polemiche rimarcando l’importanza di una collaborazione fattiva tra le istituzioni: "Questo è il momento di confrontarsi con tutti i governatori anche per concordare le prossime azioni, proporremo un protocollo condiviso, per le regioni più interessate ci sono misure ad hoc già varate" ma adesso verrà predisposto "anche un protocollo da offrire a tutte le restanti regioni. Bisogna evitare di andare in ordine sparso".

Conte, intervenuto stamattina, a Ultim'ora storie italiane su Rai uno, ha aggiunto: "Stiamo parlando di regioni, dunque di aree, dove ci possono essere pochi km di distanza, dunque è impensabile avere delle misure completamente differenti. Noi non abbiamo frontiere a livello regionale" perciò le procedure devono essere omogenee "altrimenti si introduce un elemento di confusioni anche per i cittadini se, da regione e regioni, a parità di condizioni, ricevono indicazioni diversi. Sono fiducioso perché tutti i presidenti delle regioni si sono dimostrati molto disponibili per la collaborazione".

Intanto il governo, anche di fronte ai casi di allontanamento dalle aree della quarantena, ha deciso di dispiegare l’esercito nella zona rossa. I check point nel Lodigiano sono passati da 15 a 45, come spiegano dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Lodi: "I check point sono sensibilmente aumentati sul perimetro della cinturazione e alcuni sono stati allestiti anche all'interno della zona rossa".

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