Coronavirus: il Tar riapre le scuole nelle Marche e Ceriscioli le richiude

Aggiornamento - Il Presidente Ceriscioli non ci sta e dopo la sospensione da parte del Tar ha annunciato l'emanazione di una nuova ordinanza per la chiusura delle scuole e dei musei, oltre al divieto di manifestazioni pubbliche. Secondo il governatore delle Marche la nuova ordinanza avrebbe "motivazioni rafforzate" perché nella sua regione sono nel frattempo diventati 6 i casi accertati di coronavirus.

Questa la sua spiegazione: "Siccome il Tar ha motivato che al momento dell'ordinanza non erano segnalati casi e i casi positivi sono diventati sei nella nostra Regione, ho ritenuto di fare una nuova ordinanza" con effetti "fino alle 24 di sabato, con le stesse indicazioni e misure dell'ordinanza precedente, venendo incontro a una scadenza che in generale applicano le altre regioni per poi vedere il da farsi con l'evoluzione della situazione".

Coronavirus, il Tar riapre scuole e musei nelle Marche

Il Tar Marche, con un decreto urgente del suo presidente, ha sospeso in via cautelare l'ordinanza con la quale la Regione Marche aveva disposto la chiusura di scuole e musei fino alle ore 24 del 4 marzo prossimo, oltre a vietare fino alla stessa data qualsiasi manifestazione pubblica.

Il tribunale amministrativo ha così stoppato l'iniziativa del Presidente Luca Ceriscioli che, contravvenendo alle indicazioni del Governo oltreché al buon senso, aveva preso questa iniziativa nella giornata di ieri, dimostrandosi eccessivamente colpito dall'emergenza coronavirus. Nelle Marche, infatti, sono soltanto 3 i casi accertati.

Dopo la decisione assunta, Ceriscioli aveva accusato il Premier di non essere stato capace di coordinare l'azione di contrasto in modo coerente: "Conte ci aveva assicurato un coordinamento nazionale che desse regole uniformi a tutti gli enti locali. Ma queste linee omogenee alla fine non si sono viste. Così abbiamo deciso di accelerare. Abbiamo avuto casi al confine, a Cattolica, e quindi diventava ingiustificato non applicare quelle misure di prevenzione indicate dai tecnici della nostra regione. Il governo ha perso un'occasione per individuare una strategia uguale per tutti da seguire".

Nel suo decreto il Tar Marche ha dato rilievo al fatto che non sussisteva, al momento dell'emissione dell'ordinanza regionale, un rischio tale da giustificare la decisione presa dalla Regione.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO