DPCM coronavirus 8 marzo: la bozza è stata diffusa dalla Regione Lombardia? Conte: "È inaccettabile"

Secondo quanto scritto dalla CNN sarebbe stato l'ufficio stampa della Regione Lombardia a diffondere la bozza che ha scatenato il panico ieri sera.

Bozza Regione Lombardia

Ora che il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell'8 marzo 2020 è stato presentato ufficialmente dal Premier Conte resta il dubbio su chi abbia diffuso ieri sera la bozza del testo non definitivo che ha scatenato il panico, spingendo numerosi cittadini che si trovavano in Lombardia ad affollare le stazioni milanesi per tornare al Sud. Il decreto definitivo consente a chi è residente o domiciliato fuori dalla Lombardia di tornare a casa, quindi quelle scene di ieri sera erano del tutto ingiustificate, ma la durezza della prima bozza fatta trapelare da qualcuno ha portato a quella reazione esagerata.

Chi è stato? La risposta si potrebbe trovare in un articolo della CNN. Sul sito della nota testata giornalistica americana la serata di ieri è stata coperta con un liveblogging e, al momento di presentare il contenuto della bozza che ha cominciato a circolare mentre il Consiglio dei Ministri era ancora in corso ed era ben lontano dal concludersi, ha scritto che la bozza era stata inviata dall'ufficio stampa della Regione Lombardia, come vedete qui sotto.

CNN su bozza del DPCM 8 marzo 2020 diffuso anzitempo

Il testo è stato poi leggermente cambiato e scritto come lo vedete nella foto di apertura, ossia con l'aggiunta della parola "also", che significa "anche", per far capire che la Regione Lombardia non sarebbe stata l'unica a far circolare quella bozza.

In ogni caso la risposta al "Chi è stato a diffondere la bozza del decreto non ancora definitivo?" va forse trovata non a Palazzo Chigi, ma in qualcuna delle Regioni, tra cui, quasi certamente, anche la Regione Lombardia (o solo la Regione Lombardia?). Infatti, come ha spiegato anche il Premier Conte nella conferenza stampa di stanotte, la bozza è stata fatta girare tra i ministri competenti e i governatori della Regioni, affinché ognuno potesse fare le proprie osservazioni.

Conte, in conferenza stampa, ha commentato:

"È successa una cosa inaccettabile: un decreto del Presidente del Consiglio, che stavamo formando all'interno del governo, lo abbiamo letto su tutti i giornali. Ne va della correttezza dell'operato del governo e della sicurezza degli italiani. Questa bozza ha creato incertezza e confusione questo non lo possiamo accettare. DPCM vuol dire che è un atto normativo che viene adottato secondo un iter preciso, lo propone il ministro della Salute dopo aver accolto fino alle 19 di sera le osservazioni del comitato tecnico scientifico. Poi la bozza viene fatta girare tra i ministri competenti e le regioni. Non era ancora firmato, ma tutti i cittadini hanno letto la versione non definitiva. Ecco perché si genera confusione e incertezza. Ad ogni modo adesso il decreto è stato elaborato nella sua versione definitiva, dopo aver recepito le osservazioni delle regioni"

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