Coronavirus, l'intera Italia diventa una zona arancione. L'annuncio di Giuseppe Conte

Non c'è più tempo. I numeri ci dicono che l'epidemia è in aumento ed è necessario adottare misure più stringenti. Se la salute dei cittadini è a rischio siamo costretti a prendere dei provvedimenti.

Con queste parole il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è rivolto questa sera a tutti i cittadini italiani per annunciare che l'intero Paese sarà considerato una zona zona arancione, andando quindi ad estendere all'intera Italia le misure annunciate due giorni fa per la Lombardia e 14 provincie d'Italia.

A disporre le nuove misure sarà un decreto, ribattezzato "Io Resto a casa", che il premier Conte firmerà in serata e che sarà pubblicato entro domattina in Gazzetta Ufficiale. Le misure entreranno in vigore a partire da domani mattina.

Siamo consapevoli di quanto sia difficile cambiare le nostre abitudini, lo capisco anche io. Sono abitudini che ragionevolmente con il tempo alla luce delle nostre raccomandazioni potranno essere modificate, ma tempo non ce n'è. Stiamo avendo una crescita importante di contagi, persone ricoverate e persone decedute. Le nostre abitudini quindi vanno cambiate ora e dobbiamo rinunciare tutti a qualcosa per il bene dell'Italia. Lo dobbiamo fare subito e ci riusciremo solo se tutti collaboreremo e ci adatteremo subito a queste norme più stringenti.

Coronavirus, le misure in vigore in tutta Italia

- evitare ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno dei territori stessi se non per comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità o per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Quindi, per fare un esempio, chi vive a Milano ma è residente in Campania o in Puglia può tornare nella propria regione di residenza;

- a chi ha sintomi come febbre e problemi respiratori è fortemente raccomandato di restare a casa e limitare al minimo i contatti sociali, deve solo contattare il proprio medico curante;

- i soggetti in quarantena, ossia positivi al virus, non si devono muovere da casa;

- sono sospese tutte le competizioni sportive;

- i datori di lavoro devono promuovere la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie. In pratica si raccomanda di far lavorare il minor numero possibile di persone nel periodo di durata del DPCM che è valido fino al 3 aprile 2020;

- chiusi tutti gli impianti nei comprensori sciistici;

- sospese tutte le manifestazioni organizzate e gli eventi in luoghi pubblici o privati di qualsiasi tipo e in qualsiasi luogo; è sospesa ogni attività in cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse, sale bingo, discoteche e altri locali di questo tipo;

- chiuse scuole e università e ogni altro tipo di servizio educativo;

- i luoghi di culto restano aperti, ma solo se si può garantire la distanza tra le persone di almeno un metro. Sono sospese le cerimonie civili e religiose, inclusi i funerali;

- sospesi tutti i concorsi pubblici e privati:

- bar e ristoranti possono restare aperti dalle 6 alle 18, ma con obbligo a carico del gestore di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale. In caso di violazione è prevista come sanzione la sospensione dell’attività;

- i negozi possono restare aperti, ma devono essere evitati assembramenti di persone e deve sempre essere garantita la distanza interpersonale. Anche in questo caso se ci sono violazioni l’attività viene sospesa;

- il personale sanitario e tecnico non può andare in congedo ordinario;

- si devono prediligere collegamenti da remoto in caso di necessità di riunioni, soprattutto quando si ha a che fare con strutture sanitarie e sociosanitarie, servizi di pubblica utilità e coordinamenti attivati nell’ambito dell’emergenza per il coronavirus. Se si fanno dal vivo occorre comunque garantire la distanza interpersonale di almeno un metro ed evitare gli assembramenti;

- chiuse le medie e grandi strutture di vendita e gli esercizi commerciali presenti nei centri commerciali e nei mercati nelle giornate festive e prefestive, nei giorni feriali possono stare aperti, ma sempre garantendo la distanza interpersonale. Restano aperti sempre, invece, farmacie, parafarmacie, punti vendita di generi alimentari;

- sospese le attività di palestre, piscine, centri sportivi, centri culturali, sociali e ricreativi;

- sospesi gli esami per la patente;

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