Coronavirus, Burioni: "Chiudere tutto? Se i cittadini rispettassero le indicazioni non ci sarebbe bisogno"

Roberto Burioni

La Lombardia e il Veneto stanno valutando la possibilità di inasprire ulteriormente le misure restrittive già in atto e fermare tutte le attività commerciali, al di fuori di supermercati e farmacie, così come tutti gli uffici e gli altri tipi di negozi per almeno due settimane così così da ridurre il più possibile ogni rischio di contagio.

Una proposta, questa, avanzata nelle scorse ore anche dal leader della Lega Matteo Salvini e dal leader di Italia Viva Matteo Renzi per l'intero Paese. E anche il noto virologo e microbiologo Roberto Burioni dell'Università San Raffaele di Milano sarebbe d'accordo il linea di massima con disposizioni più restrittive, che non sarebbero invece necessarie se tutti i cittadini collaborassero con quelle già in atto:

Quella di Regione Lombardia non mi sembra una cattiva idea. Siamo chiari, il nuovo decreto di fatto dice la stessa cosa: stare a casa tranne che per andare a lavorare, fare la spesa, andare in farmacia. Se i cittadini rispettassero alla lettera queste indicazioni, non ci sarebbe bisogno di misure più stringenti. Ma se questo non accade, allora le cose cambiano.

Nel rinnovare l'appello ai cittadini, Burioni sottolinea all'Adnkronos che già entro i prossimi giorni saremo in grado di vedere la risposta dei cittadini e valutare, quindi, la necessità di inasprire le misure:

Lo vedremo subito. La gente deve capire che deve stare a casa, e deve farlo con le buone, o con le cattive. Questo virus non è un'influenza, credo che ormai si sia capito. Per fermare la sua corsa è essenziale limitare al massimo i contatti e rispettare in tutta Italia le indicazioni che ormai sono note a tutti.

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