Quarantena violata, 43mila denunce | Spadafora: "Valutiamo divieto assoluto di attività all’aperto"

Vincenzo Spadafora giocare in serie a da irresponsabili

Sono 43mila le persone denunciate per aver infranto le misure che impongono di restare a casa per contenere l’epidemia di coronavirus. I controlli totali in una settimana sono stati un milione. Anche in questo weekend si sono visti parchi e spazi all’aperto affollati di runner e ciclisti, nonostante si sia in piena emergenza.

In Lombardia l’assessore regionale al Welfare Gallera ha definito inaccettabile anche l’affollamento che ancora si vede nelle stazioni della metro di Milano.

Il Viminale, che mette in conto un irrigidimento delle misure, nel diffondere i dati sulle denunce, spiega che la maggior parte riguarda chi è stato trovato fuori casa senza motivazioni valide, né per la spesa né per altre necessità. Solo ieri su circa 187mila controlli sono state spiccate oltre 8mila denunce (+1.000 in un giorno). Denunciati anche 154 titolari di attività commerciali, 33 quelle sospese.

Secondo il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora "nelle prossime ore bisognerà prendere in considerazione la possibilità di porre il divieto completo di attività all’aperto. Abbiamo lasciato questa opportunità perché ce lo consigliava la comunità scientifica. Ma se l'appello di restare a casa non sarà ascoltato, saremo costretti a porre un divieto assoluto".

Anche il governatore della Lombardia Attilio Fontana lancia l’ennesimo appello a quanti - tanti, troppi - sono ancora in strada nonostante i divieti, chiedendo misure più rigide: "Per adesso ve lo chiediamo, ma se si dovesse andare avanti domanderemo al governo provvedimenti più rigorosi".

Il presidente leghista della Regione avverte: "Purtroppo i numeri del contagio non si riducono, continuano ad essere alti. Fra poco non saremo più nelle condizioni di dare una risposta a chi si ammala".

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