Lombardia, Fontana: "25 miliardi non sono niente. Decreto Cura Italia solo 'pannicelli caldi'"

Il governatore della Lombardia non è soddisfatto dal decreto del governo Conte.

Attilio Fontana

Il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana questa mattina è intervenuto nel corso del programma Circo Massimo condotto da Massimo Giannini su Radio Capital. Il governatore leghista ha aspramente criticato il decreto "Cura Italia" del governo Conte 2 che mette sul piatto 25 miliardi di euro per sostenere l'economia italiana in questo periodo di crisi causata dalla diffusione del coronavirus nel nostro Paese.

Secondo Fontana, le misure contenute nel decreto sono solo "pannicelli caldi perché non prevedono la possibilità di una ripartenza economica e non prevedono il fatto che presto, purtroppo, e spero di essere smentito, c’è il rischio che l’epidemia parta anche in altre Regioni".

Fontana, in linea con quanto detto dal leader del suo partito Matteo Salvini, ha spiegato:

"Per rimettere in piedi l'economia 25 miliardi sono niente. In questo momento si sta cercando di risolvere la malattia con i pannicelli caldi, che aiutano, per carità, ma non si risolve niente. O si ha il coraggio di dire 'facciamo misure drastiche per la sanità, per l’economia, se non abbiamo i soldi fa niente’ ma quando uno è in guerra..."

Il governatore lombardo ha poi ripetuto un concetto espresso anche nei giorni scorsi e cioè che il governo centrale non ha ben compreso quello che sta succedendo nelle regioni del Nord d'Italia:

"A Roma faticano a rendersi conto della situazione. Se fosse stata fatta una comunicazione diversa… non si deve spaventare la gente ma la si deve allertare. Se si continua a mandare in tv gente che dice 'è solo un'influenza, state tranquilli' le persone poi si chiedono 'perché devo restare in casa? Il vero grosso problema è che le restrizioni che potrebbero avere un significato non vengono rispettate. Ci sono ancora troppe persone che girano e che prendono sotto gamba le limitazioni che sono state imposte e fanno la vita di sempre"

A Fontana è stato poi chiesto cosa ne pensa del tracciamento degli spostamenti dei cittadini lombardi attraverso le celle telefoniche e il governatore ha risposto:

"Non c’è un Grande fratello pubblico si notano solo i grandi flussi ma non c’è nessuna individuazione e nessuna volontà a farlo, volevamo solo cercare di capire quanto si muovessero sul territorio le macchine"

Per quanto riguarda le polemiche sugli ospedali, Fontana ha detto:

"L'ospedale da campo del San Raffaele è organizzato da privati, con medici privati, e meno male che lo hanno fatto. Il tentativo di fare polemica da parte di qualcuno è davvero fuori luogo. Il privato sta dando una mano e cercare di mettere veleno su queste cose è infondato e fuori luogo"

E sull'ospedale che sarà realizzato presso la Fiera Milano con il coordinamento di Guido Bertolaso, Fontana ha spiegato:

"Ci saranno dei contributi enormi da parte di imprenditori, ma l'ospedale è rigorosamente pubblico. A Bergamo non diciamo no, assolutamente. Il problema è una questione di medici che non ci sono. L'ospedale da campo che gli alpini hanno messo a disposizione lo possiamo montare ma se non ci sono medici…"

Sulla collaborazione con i cinesi Fontana ha aggiunto:

"Ora siamo in contatto con la Croce Rossa cinese che dovrebbe mandare un centinaio di medici con una specializzazione particolare. Appena arriveranno non li manderemo a gestire l'ospedale da campo ma li distribuiremo sul territorio, recuperando medici italiani da indirizzare al nuovo ospedale"

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO