Coronavirus: Conte firma il nuovo decreto, sarà operativo entro il 25 marzo

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Il premier Giuseppe Conte annuncia di aver firmato il nuovo Dpcm che contiene le misure ulteriormente restrittive per provare a contenere il coronavirus. Le aziende interessate hanno sostanzialmente tempo fino a mercoledì 25 marzo per adeguarsi: "Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del presente decreto - si legge nel decreto ministeriale - completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza".

Dopo l’annuncio di ieri sera, dunque, il presidente del Consiglio di è preso quasi un altro giorno intero per la firma sulla versione definitiva della nuova legge che ha sollevato perplessità da Confindustria e dai sindacati. All’interno del testo si legge che le aziende le cui attività vengono sospese, "possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile", il cosiddetto smart working. "Le disposizioni del decreto producono effetto dalla data del 23/3/20 e sono efficaci fino al 3/4/20. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al decreto del Presidente del Consiglio 11/3/20 nonché a quelle previste dall'ordinanza del ministro della Salute del 20/3/20 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020", prosegue il decreto ministeriale.

Insomma, misure che non cancellano quelle emanate in precedenza, ma vi si affiancano per un’ulteriore stretta necessaria per contenere i contagi, anche se il bollettino odierno presenta dati per fortuna in leggere controtendenza. L’elenco delle attività che continueranno a rimanere aperte sono in tutto 80, tra le quali figurano le attività legate alle famiglie, dalle colf e badanti, ai portieri nei condomini. Come anticipato da Conte, continuerà a funzionare l'intera filiera alimentare per bevande e cibo, quella dei dispositivi medico-sanitari e della farmaceutica e quelli dei call center. La lista potrebbe subire modifiche con decreto del Mise una volta sentito il Mef.

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