Patuanelli: "Restano aperte solo il 35% delle attività. Non abbiamo ceduto agli industriali"

Il ministro per lo Sviluppo Economico: "La priorità è salvare vite umane".

stefano-patuanelli ringrazia commissari ex ilva

Il ministro per lo Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha rilasciato un'intervista pubblicata oggi da Repubblica nella quale parla del nuovo decreto annunciato nella tarda serata di sabato dal Premier Giuseppe Conte, ma che diventa operativo solo da mercoledì 25 marzo. Il ministro del MoVimento 5 Stelle spiega:

"Restano aperte solo il 35% delle attività. L’Italia è diventata un modello di riferimento per gli altri Paesi che stanno adottando le nostre stesse misure. Quando abbiamo chiuso le scuole ci osservavano con diffidenza, adesso lo stanno facendo tutti. Ci basiamo sul confronto quotidiano che abbiamo con il comitato tecnico scientifico e con l’Istituto superiore di sanità. Le misure sono arrivate nei tempi dettati da questo confronto"

Patuanelli sostiene anche che il governo non ha ceduto alle pressioni di Confindustria "anche perché c’è un grandissimo senso di responsabilità di tutti i settori produttivi e dei singoli imprenditori". Poi spiega quali sono i settori che chiudono e quelli che restano aperti:

"Chiude tutta la metallurgia, tutta la fabbricazione di prodotti di metallo. Della fabbricazione di computer e prodotti di elettronica e ottica — che conta 24 codici — ne resta aperto solo uno. Resteranno aperte il 35% circa delle attività. Per quanto non ci sia una curva così ripida come quella della Lombardia in altre regioni, per evitare di avere picchi di crescita è necessario agire ovunque"

Il ministro chiarisce anche perché il decreto entra in vigore "solo" mercoledì:

"Nei primi due giorni di questa settimana le aziende possono restare aperte per predisporre la chiusura, che deve avvenire comunque entro mercoledì mattina. La necessità di avvisare il Paese di quello che stavamo facendo segue un principio di trasparenza e chiarezza che il presidente del Consiglio e il governo stanno mettendo al centro della loro azione"

E sui settori che restano aperti aggiunge:

"Abbiamo un allegato che individua i settori che devono restare aperti. Laddove vi fosse un’attività che non è espressamente indicata, ma che serve una filiera essenziale, può continuare a operare comunicandolo al prefetto. Che ha la possibilità di bloccarla, se non ci sono i requisiti, ma in assenza di un intervento la produzione può continuare"

Quando gli viene chiesto se è davvero necessario un provvedimento di questo tipo, visto che il 95% degli italiani rispetta le regole, Patuanelli risponde:

"Il virus si muove con le persone. Più si limita la loro circolazione e più si limita la diffusione del contagio. Siamo consapevoli che stiamo chiedendo grandi sacrifici ai nostri cittadini, ma è una battaglia che possiamo vincere solo se ognuno di noi fa la sua parte"

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