Conte: "È la crisi più difficile dal dopoguerra, ma se ognuno fa la sua parte ne usciremo"

L'intervista del Premier rilasciata a La Stampa.

Giuseppe Conte

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in questi difficilissimi giorni alle prese con l'emergenza coronavirus, ha rilasciato un'intervista a La Stampa, cercando di fare forza agli italiani, che cominciano a essere sempre più sconfortati dai numeri troppo alti di contagiati e di vittime e dalla clausura obbligatoria. Conte dice:

"Questi saranno i giorni più difficili perché non abbiamo raggiunto la fase più acuta del contagio e i numeri cresceranno ancora. Siamo in attesa, nei prossimi giorni, degli effetti delle misure adottate. Lo avevo detto da subito che non si sarebbero visti nell'immediato. Le restrizioni sono quelle indicate anche dal Comitato tecnico-scientifico. Adesso abbiamo compiuto un nuovo passo in avanti, chiudendo tutte le attività produttive che non sono strettamente necessarie né indispensabili a garantirci i beni e i servizi essenziali. Ma molto dipende dal comportamento responsabile di ciascuno di noi: se tutti, e ribadisco tutti, rispettiamo i divieti, se ognuno fa la propria parte, usciremo prima da questa prova difficilissima"

Conte dice di essere preoccupato, ma che la responsabilità a cui è chiamato "moltiplica il coraggio e le energie" e fa un paragone con "l'Italia dei balconi", dicendo di vivere questo momento con "orgoglio" e con una "grande voglia di riscatto". Poi il Premier aggiunge:

"Stiamo affrontando la crisi più difficile dal dopoguerra. Anche gli italiani ne sono consapevoli. Questo è il momento delle scelte, delle scelte anche tragiche. Ma insieme al governo abbiamo stretto un patto tra noi e con le nostre coscienze: riconosciamo priorità assoluta alla tutela del diritto fondamentale alla salute dei cittadini. Siamo consapevoli che è in gioco anche la tenuta sociale ed economica del Paese. Ed è per questo che le nostre scelte sono sempre molto ponderate. Con gli ultimi provvedimenti abbiamo deciso di rallentare il motore del Paese senza però bloccarlo completamente. Ci aspettano settimane molto impegnative. Per questo serve davvero la collaborazione e uno sforzo in più da parte di tutti"

Quando gli viene chiesto quanto possa reggere il sistema sociale, Conte dice:

"Le misure restrittive introdotte ci costringono a modificare le nostre più consolidate abitudini di vita. Incidono sulle nostre libertà più amate. Stiamo vivendo un esperimento del tutto inedito nelle democrazie occidentali. Stiamo seguendo un percorso graduale e condiviso per resistere a questa emergenza, senza stravolgere i nostri valori, rispettando i nostri presidi democratici. Teniamo costantemente informate le forze di opposizione e in questi giorni sarò in Parlamento per riferire in dettaglio. Siamo consapevoli che non è semplice per nessuno rimanere a casa per lungo tempo. Ma la responsabilità e il sacrificio che chiediamo agli italiani è assolutamente necessario a contenere la diffusione del virus. Chi rispetta le regole protegge sé stesso e i propri cari. E dimostra di rispettare anche il sacrificio di chi, come i medici e gli infermieri, mette a rischio la propria vita per salvare quella degli altri. Ci sono gli operai, gli autotrasportatori, i commessi al supermercato, i farmacisti che garantiscono a tutti noi beni e servizi essenziali. Dico a tutti gli italiani: se ami il tuo Paese, resti a casa e lo proteggi"

Al Premier viene chiesto se l'epidemia non sia stata inizialmente sottovalutata, ma lui si difende:

"Con il ministro Speranza non abbiamo mai sottovalutato questa emergenza epidemiologica, tant'è che abbiamo adottato da subito misure rigorose, disponendo una cintura sanitaria per quei comuni in cui abbiamo individuato i focolai iniziali. È anche per questa ragione che il nostro modello viene oggi replicato in molti altri Paesi. Abbiamo sempre agito e adottato provvedimenti confrontandoci con scienziati ed esperti, seguendo il principio della trasparenza, del massimo rigore, della proporzionalità e dell'adeguatezza. E anche la massima autorità mondiale in questo campo, l'OMS, ha più volte riconosciuto che abbiamo operato nel modo giusto e ci addita come modello da seguire. Adesso dobbiamo dare alle misure restrittive il tempo di dispiegare tutti i loro effetti"

A proposito della crisi economica innescata dall'emergenza sanitaria, Conte spiega:

"Saranno mesi duri per tutti. Ma gli italiani sono un popolo resiliente, che ha nel proprio dna il coraggio, l'orgoglio e la forza per rialzarsi. Lavoriamo per dare ristoro al sistema Italia anche con il sostegno dell'Europa. Nella nostra storia abbiamo già affrontato tante difficoltà: ristrettezze, derive autoritarie, calamità naturali. Non faremo eccezione questa volta: l'Italia, con l'aiuto di tutti, riprenderà la sua corsa e si ritroverà più forte e unita"

E aggiunge:

"Questa situazione emergenziale produrrà effetti un po' su tutte le varie categorie di imprenditori e di lavoratori. Lo Stato farà la sua parte intervenendo con un piano di sostegno e di rilancio dell'economia contenente misure straordinarie. Il primo obiettivo è garantire liquidità alle imprese per aiutarle a superare questa fase ed evitare licenziamenti, in modo da proteggere il tessuto socio-economico del Paese nella fase dell'emergenza più acuta. Faremo in modo che nessuno resti indietro, anche se sarà una dura sfida"

E con uno sguardo all'Europa dice:

"L'intera Europa dovrà fronteggiare una recessione, e questo pone pressione sulle finanze pubbliche di tutti i Paesi. Ma l'intervento poderoso della Banca centrale europea ha lanciato un messaggio chiaro ai mercati: l'euro non è in dubbio e gli sforzi dei Paesi nella lotta contro il coronavirus saranno protetti. Nessuno Stato membro si illuda di poter fare da solo. Occorre una risposta europea poderosa, efficace, immediata"

Foto © Palazzo Chigi licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

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