Coronavirus, pene più severe per chi viola i divieti: anche il sequestro dell'auto

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Il governo pronto a varare misure ancora più stringenti e sanzioni più pesanti per chi trasgredisce le limitazioni alle libertà stabilite per contrastare l’emergenza coronavirus. In cantiere multe fino a 2mila euro e sequestro del mezzo (auto, moto etc.) per chi non rispetta i divieti. Inoltre, saranno utilizzati i droni per monitorare i movimenti dei cittadini italiani e sarà utilizzata un’applicazione per tracciare coloro i quali sono risultati positivi al tampone. I nuovi provvedimenti, che inevitabilmente solleveranno questioni relative alla violazione della privacy, sono ritenuti necessari per via del record di sanzioni comminate in questi giorni, soprattutto in alcune città: in totale, su circa 2 milioni di persone controllate, oltre 96mila hanno subito una sanzione.

Per l’utilizzo dei droni è arrivato già nella giornata di lunedì l’ok dell’Enac, ovvero l’ente nazionale di controllo del volo. L’Enac ha dato il via libera all’uso dei dispositivi volanti "per il contenimento dell'emergenza epidemiologica coronavirus" fino al 3 aprile. Gli agenti di polizia locale potranno utilizzare i droni anche "su aree urbane dove vi è scarsa popolazione esposta al rischio di impatto". Chi dovesse essere sorpreso a violare i divieti imposti dalle autorità, potrebbe vedersi comminata una sanzione amministrativa, non penale, fino ai 2mila euro oltre che la confisca del mezzo. Disposizioni destinate a far discutere, poiché soprattutto dopo il nuovo divieto di spostarsi fuori comune, si sta assistendo ad una serie di sanzioni per certi versi assurde, anche per motivi di urgenza.

Il governo Conte, intanto, è al lavoro anche su un app tramite la quale tracciare i movimenti dei contagiati. L’obiettivo è quello di consentire alle autorità di monitorare tramite reti telefoniche e wifi coloro i quali sono risultati positivi al tampone del coronavirus. Quanto alle polemiche relative alla privacy, le autorità hanno già messo le mani avanti, affermando che non ci sarebbe "profilazione dei dati", come avvenuto in Cina e Corea, ma ovviamente servirà un pronunciamento da parte del Garante della privacy.

Coronavirus, nuovo modulo di autocertificazione

Intanto, per l’ennesima volta in pochi giorni, cambia il modulo di autocertificazione per chi è costretto a spostarsi. Ora è necessario indicare il domicilio del dichiarante, oltre alla residenza, proprio per recepire gli ultimi divieti in termini di movimento. Nel nuovo documento inviato dal capo della polizia a prefetti e questori, si indicano chiaramente i motivi per i quali si può uscire dal proprio comune di appartenenza, ovvero per urgenze sanitarie, lavoro o per recarsi presso stazioni o aeroporti per "trasferire propri congiunti nella propria abitazione".

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