Giuseppe Conte al Senato: "Stiamo combattendo un nemico invisibile e insidioso"

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha tenuto questa mattina l'informativa sull'emergenza coronavirus COVID-19 al Senato all'indomani di quella alla Camera dei Deputati. Dopo essere stato accolto da un lungo applauso dei senatori, il premier ha fatto il punto della situazione in Italia:

La necessità di contenere il contagio ci sta costringendo a misurarci con nuove abitudini di vita, con un impatto negativo sull'intero sistema produttivo che coinvolge imprese, famiglie e lavoratori. Sono giorni terribili per la nostra comunità, la comunità nazionale. Ogni giorno siamo costretti a registrare nuovi decessi. È un dolore per la nostra comunità che si rinnova quotidianamente, perdiamo soprattutto i più fragili e i più vulnerabili. Non avremmo mai pensato nel nostro Paese di guardare immagini in cui sfilano file di autocarri dell'esercito cariche di bare di nostri concittadini. Ai loro familiari va il mio, il nostro partecipe pensiero e la nostra commossa vicinanza.

Conte ha proseguito:

Stiamo combattendo un nemico invisibile e insidioso, che entra nelle nostre case e divide le nostre famiglie. Ci ha imposto di ridefinire le nostre relazioni interpersonali, ci fa sospettare anche di mani amiche, ci ha costretto a imporre a tutta la comunità una limitazione significativa degli spostamenti, pur di contenere il contagio e di mitigare il rischio di una diffusione incontrollata. È un'emergenza così coinvolgente che arriva sfidare il Paese in tutte le sue componenti, nei suoi gangli vitali. È una sfida a un tempo sanitaria, economica e sociale, che ci coinvolge tutti, nessuno escluso. È un'emergenza che riguarda il settore pubblico, ma anche quello privato, che coinvolge noi tutti rappresentanti delle istituzioni, ma anche i semplici cittadini.

Come accaduto anche ieri alla Camera dei Deputati, Conte ha difeso l'operato del governo in queste settimane di emergenza, a cominciare dai primi tempestivi interventi:

Il Governo ha agito con la massima determinazione e con assoluta speditezza, approntando, ben prima che in qualsiasi altra nazione, le misure di massima precauzione. A partire dal 22 gennaio, quindi ben prima che il 30 gennaio l'Organizzazione mondiale della sanità dichiarasse il coronavirus emergenza internazionale di salute pubblica, abbiamo adottato vari provvedimenti cautelativi. Ne ricordo alcuni. Il 22 gennaio è stata creata presso il Ministero della salute una task force apposita. Il 25 gennaio un'ordinanza del Ministro della salute ha precisato quali erano le misure profilattiche da seguire. Il 27 gennaio è stato disposto il divieto di atterraggio dei voli provenienti dalla Cina (noi eravamo esposti a voli diretti di compagnie cinesi); questo ha prodotto un brusco calo del flusso di passeggeri direttamente provenienti dai focolai epidemici più intensi. Il 31 gennaio, all'indomani del primo episodio verificatosi a Roma (ricorderete i turisti cinesi), abbiamo proclamato lo stato di emergenza nazionale per la durata cautelativa di sei mesi, affidando alla Protezione civile il compito di coordinare le attività di sostegno all'azione delle Regioni per fronteggiare l'emergenza.

E, ancora:

La nostra battaglia non conosce confini; si sviluppa da Nord a Sud. La nostra macchina organizzativa e operativa, ovviamente, è in questo momento attentamente rivolta a quelle che sono le esigenze delle Regioni del Nord, ma dobbiamo concentrare i nostri sforzi anche per il Centro (pensiamo anche alle Marche) e per potenziare la risposta al Sud, in funzione di mitigazione del rischio e anche di prevenzione di situazioni altrettanto critiche.

Conte ha parlato anche del recente incontro con le opposizioni, aprendo ad una collaborazione più stretta per le proposte da vagliare nel corso delle prossime settimane:

Nei giorni ho incontrato i leader dell'opposizione. Anche ieri alla Camera ho ascoltato delle dichiarazioni di grande apertura al confronto. C'è piena disponibilità al dialogo da parte del governo. [...] Ho dato mandato al ministro al ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D'Incà, di elaborare un percorso di più intenso confronto in vista del decreto di aprile per consentire l'acquisizione delle proposte che arrivano dall'opposizione.

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