Nuovo modulo per l’autodichiarazione, Gabrielli: "Colpire i furbi per spezzare la catena dei contagi"

Il nuovo modulo di autocertificazione per uscire di casa durante l’emergenza coronavirus è stato pubblicato oggi 26 marzo sul sito del Viminale da dove si può scaricare.

Nella nuova autocertificazione con le sanzioni amministrative previste dal Dl del 25 marzo (art. 4) è stato aggiunto lo spazio per le misure regionali: chi esce sottoscriverà di conoscere anche le eventuali limitazioni ulteriori decise dai governatori delle regioni di partenza e di arrivo.

Ad annunciare il nuovo modulo, il quarto, è stato il capo della polizia Franco Gabrielli il quale ha spiegato che l'obiettivo della nuova autocertificazione è di rendere le cose difficili a chi non vuole saperne di rispettare le restrizioni: "Ci sono le straordinarie persone che combattono negli ospedali e poi c'è un'altra battaglia che vede impegnati i nostri uomini, quella di spezzare la catena del contagio, perseguendo i furbi, chi con comportamenti sbagliati introduce un vulnus al sistema che può vanificare gli sforzi".

"I furbi, quelli che vogliono disattendere la legge vanno perseguiti con rigore e con estrema severità ma c'è una parte di cittadini che vive una condizione di necessità e questa necessità non sempre trova riscontro in un modulo. Bisogna intercettare le loro necessità, colpire i furbi ma aiutare le persone che hanno bisogno, che sono dalla nostra parte ma che sono messi in una posizione non corretta dalla mancata comprensione delle disposizioni" ha detto Gabrielli.

A Sky Tg24 il capo della polizia ha poi fornito qualche numero: "Fino al 24 marzo abbiamo controllato oltre 2,5 milioni di persone e abbiamo rilevato 110.000 comportamenti non corretti sanzionabili". Ecco perché: "Il tema sanzioni è un tema importante, avevamo segnalato la necessità di indicazioni più chiare e il governo si è determinato col decreto entrato in vigore da poche ore che ci offre un quadro sanzionatorio diverso".

L'articolo 4 del Dl 19, ha ricordato Gabrielli "stabilisce che non c'è più un reato penale ma un comportamento sanzionabile con un'ammenda che va da 400 a 4.000 euro e stabilisce anche le disposizioni per le sanzioni elevate ai sensi del 650. Quindi le 110mila sanzioni non finiranno in un nulla ma saranno anch'esse sanzionate con una sanzione amministrativa pari a 200 euro".

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