Coronavirus, Lamorgese: "Riaprire tutto il 3 aprile? Troppo presto"

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Intervenuta a Sky TG 24, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, esprime la sua contrarietà a “riaprire” l’Italia sulla base degli attuali dati sui contagiati da coronavirus. "Se vediamo gli ultimi dati – dice la titolare del Viminale - viene da pensare che la data del 3 aprile sia troppo ravvicinata per dire che verrà riaperto tutto". Insomma, non ci sono ormai dubbi sul fatto che le misure restrittive in scadenza il prossimo 3 aprile saranno sucidamente prorogate: "La situazione è seguita a vista e le decisioni verranno prese man mano che la situazione sarà più tranquilla, sia per decessi sia per contagi".

Dichiarazioni che fanno eco, insomma, a quelle del capo del governo, Giuseppe Conte. Non ci sarà nessuna riapertura a breve e soprattutto non sarà “globale”. C’è da attendersi un ritorno graduale alla normalità, con lo sblocco per step di singoli settori. È sostanzialmente lo stesso approccio consigliato dai principali virologi d’Italia - da Fabrizio Pregliasco a Roberto Burioni - che continuano a predicare prudenza per via dell’alto numero dei contagi. Prima di allentare le misure, l’"R0", ovvero il numero medio di infezioni secondarie prodotte da ciascun individuo infetto, deve essere minore di 1.

Bocciata su tutta la linea, dunque, la proposta di Matteo Renzi, il leader di Itailia Viva, uno dei partiti di maggioranza, che ha auspicato la riapertura dell’Italia per "non morire di fame". I numeri del Banco Alimentare confermano infatti che sono sempre di più le famiglie che hanno bisogno di cibo, trovandosi sostanzialmente tra due fuochi: il virus da una parte, l’assenza di reddito dall’altra.

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