Coronavirus, Burioni: "Secondo Imperial College in Italia quasi 6 milioni di casi, ma almeno 40mila vite salvate"

Il 9,8% della popolazione italiana avrebbe contratto il coronavirus.

Roberto Burioni

Il noto virologo Roberto Burioni ha pubblicato oggi sul suo sito Medical Facts e sui suoi canali social i risultati di uno studio degli epidemiologi dell'Imperial College di Londra che, come ricorda lo stesso medico, sarebbero tra i più bravi al mondo. Ebbene, da questo studio emergerebbe che in Italia circa il 9,8% della popolazione, quindi intorno ai 5,9 milioni di persone, sarebbero stati contagiati dal coronavirus. Burioni ha scritto:

"È appena uscito uno studio sull'epidemia di COVID-19 in Europa degli epidemiologi dell'Imperial College di Londra, tra i più bravi del mondo. Contiene tanti dati dei quali parleremo, ma ora voglio farvi notare la stima del numero di persone che sono state infettate in Italia al 28 marzo 2020. Questa stima corrisponde al 9,8% della popolazione, quindi intorno a 5,9 milioni di casi. Capite perché i numeri che sentite in tv ogni giorno alle 18 non hanno molto significato?"

In un altro post Burioni e il suo collaboratore Nicasio Mancini spiegano che le misure messe in atto dal governo Conte potrebbero aver già salvato 40mila vite. Infatti i due scienziati, sulla base degli studio degli epidemiologi dell'Imperial College, scrivono:

"A seguito delle varie misure messe in atto, il valore di R0 è diminuito drasticamente in tutta Europa e – sembra quasi paradossale dirlo -, gran parte dell’effetto si è manifestato proprio nei Paesi più colpiti, Italia in testa. Nel nostro Paese, il valore di R0 sarebbe sceso a 1 praticamente subito. Si tratta di stime che dipendono molto da come le misure di contenimento sono messe in pratica, ma il trend positivo degli ultimi giorni sembrerebbe proprio confermarle"

E aggiungono:

"I colleghi hanno fatto una valutazione di quanti morti in più ci sarebbero state negli 11 Paesi europei analizzati, se queste misure non fossero state prese. Il numero è impressionante: 60.000 morti evitate entro la fine di questo mese di marzo. Sessanta mila individui che sono ancora con noi grazie ad esse. Ed è una stima al ribasso, in quanto lo stesso modello lascia aperta la possibilità che le vite salvate in Europa siano addirittura il doppio: 120.000 persone ancora in vita. La cosa pazzesca è che gran parte di queste morti sono state evitate nel nostro Paese, dove l’epidemia ha colpito più duramente: quasi 40.000 di noi (più di 80.000 nelle stime più ottimistiche) che ancora godranno delle cose belle della vita quando questa tempesta sarà passata. Il tutto grazie alle misure di contenimento"

Studio Imperial College

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