Eurobond, sindaci e governatori scrivono ai tedeschi: "Non seguite l'Olanda, manca di etica e solidarietà"

Una lettera inviata al Frankfurter Allgemeine Zeitung.

Lettera di governatori e sindaci ai tedeschi contro Olanda

Numerosi sindaci e governatori italiani hanno scritto una lettera rivolgendosi ai tedeschi e l'hanno inviata al Frankfurter Allgemeine Zeitung, uno dei principali quotidiani della Germania, per chiedere agli "amici tedeschi" di stare ad ascoltare l'Italia e altri otto Paesi europei, tra cui Francia, Spagna e Belgio, che chiedono di emettere gli Eurobond per far fronte alla crisi innescata dalla diffusione del coronavirus.

La lettera è firmata dall'europarlamentare Carlo Calenda (Azione, gruppo S&D), il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini (centrosinistra), quello della Liguria Giovanni Toti (centrodestra), il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro (centrodestra), quello di Genova Marco Bucci (centrodestra), quello di Milano Beppe Sala (centrosinistra), quello di Bergamo Giorgio Gori (centrosinistra), il sindaco di Bologna Virginio Merola (centrosinistra), quello di Brescia Emilio Del Bono (centrosinistra), il sindaco di Padova Sergio Giordani (centrosinistra) e quello di Siracusa Francesco Italia (Azione).

Nella lettera si legge:

"Cari amici tedeschi, con il coronavirus la storia è tornata in Occidente. Dopo trent’anni in cui l’unica cosa rilevante è stata l’economia, oggi la sfida torna ad essere, come in passato, politica, culturale e umana. La prima sfida riguarda l’esistenza stessa dell’Unione Europea. Oggi l’Unione europea non ha i mezzi per reagire alla crisi in modo unitario. E se non dimostrerà di esistere, cesserà di esistere"

Poi si passa al tema degli Eurobond:

"Per questo nove Stati europei (tra cui Italia, Francia, Spagna e Belgio) hanno proposto l’emissione di Eurobond per far fronte alla crisi. Non si chiede la mutualizzazione dei debiti pubblici pregressi, ma di dotare l’Unione Europea di risorse sufficienti per un grande 'rescue plan' europeo, sanitario, economico e sociale, gestito dalle istituzioni europee"

Poi arriva un vero e proprio attacco contro l'Olanda:

"L’Olanda capeggia un gruppo di Paesi che si oppone a questa strategia e la Germania sembra volerla seguire. L’Olanda è il paese che attraverso un regime fiscale 'agevolato', sta sottraendo da anni risorse fiscali da tutti i grandi paesi europei. A farne le spese sono i nostri sistemi di welfare e dunque i nostri cittadini più deboli. Quelli che oggi sono più colpiti dalla crisi. L’atteggiamento dell’Olanda è a tutti gli effetti un esempio di mancanza di etica e solidarietà. Solidarietà che molti Paesi europei vi hanno dimostrato dopo la guerra e fino alla riunificazione"

E viene anche ricordato il debito della Germania dopo la Seconda Guerra Mondiale:

"Il debito della Germania dopo il 1945 era di 29,7 miliardi di marchi di allora. La Germania non avrebbe mai potuto pagare. Nel 1953 a Londra, ventuno Paesi (tra cui Francia, Italia, Spagna e Belgio) consentirono alla Germania di dimezzare il debito e di dilazionare i pagamenti del debito restante. In questo modo, la Germania poté evitare il default"

E viene aggiunto:

"Di quella decisione dell’Italia siamo ancora oggi convinti e orgogliosi. Lo ripetiamo: in questo caso, con gli Eurobond dedicati al Coronavirus, non si cancelleranno o mutualizzeranno i debiti pregressi. Cari amici tedeschi, la memoria aiuta a prendere le decisioni giuste... Il vostro posto è con i grandi Paesi europei. Il vostro posto è con l’Europa delle Istituzioni, dei valori di libertà e solidarietà. Non al seguito di piccoli egoismi nazionali. Dimostriamo insieme che l’Europa è più forte di chi la vuole debole"

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