Coronavirus, l'epidemiologo Lopalco: "Prepariamoci alla seconda ondata"

I numeri della pandemia di coronavirus COVID-19 continuano a crescere in tutto il Mondo e il futuro non è mai stato così incerto. Non possiamo sapere con certezza cosa succederà tra uno o due mesi e neanche le autorità sanitarie sono in grado di prevedere con certezza come ci si dovrà comportare né come procederà la nostra quotidianità in convivenza col coronavirus.

L'obiettivo primario in questo momento è superare la fase di emergenza, ma una volta che la curva dei contagi si sarà appiattita sarà necessario non abbassare la guardia. Ne è convinto anche l'epidemiologo Pierluigi Lopalco, secondo il quale il nostro Paese, e a ruota il resto del Mondo, dovrà tenersi pronto per una seconda ondata.

Intervenuto ieri sera a Piazza Pulita, Lopalco ha spiegato:

Le pandemie non arrivano mai in un'unica ondata, non c'è mai un'ondata pandemica e poi tutto sparisce. Normalmente abbiamo sempre una seconda ondata pandemica, quindi se vogliamo prevenirla dobbiamo assolutamente imparare la lezione.

Il motivo della rapida diffusione del virus in Italia, e dell'alta mortalità rispetto ad altri Paesi, è legato al coinvolgimento diretto delle strutture sanitarie. Lì il virus è riuscito ad insinuarsi e colpire le persone già affette da altre patologie:

L'Italia in tutta Europa è uno dei Paesi con il più altro tasso di infezione in ambiente assistenziale, quindi diciamo che c'era una condizione strutturale. Non negli ospedali della Lombardia, ma in tutti gli ospedali italiani c'era una condizione che sicuramente ha favorito in piccola parte la circolazione di questo virus.

Le Regioni d'Italia meno colpite, a cominciare dal Lazio, stanno avendo più tempo per riorganizzare la sanità regionale e tenere ben separate le strutture ospedaliere dedicate al COVID-19 e quelle in cui ospitare tutti gli altri malati. Questo dovrebbe essere l'esempio da seguire per il futuro, così da ridurre il più possibile il contagio di persone con malattie pregresse e tenere, per quanto possibile, il coronavirus COVID-19 confinato nelle strutture dedicate.

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