Speranza: "L'unica arma ora è il distanziamento sociale. La battaglia non è ancora vinta"

"Atteggiamenti sbagliati rischiano di compromettere tutti i sacrifici fatti finora".

Roberto Speranza

Il ministro della Salute Roberto Speranza questa mattina ha rilasciato un'intervista ad Antonio Di Bella, direttore di Rainews24, il quale gli ha chiesto, prima di tutto, a che punto stiamo nella lotta contro il coronavirus. Il ministro ha risposto:

"È una battaglia che è ancora nel suo pieno, non ci può essere alcun momento di sottovalutazione, va affrontato con il massimo ella serietà. L'R0 che a marzo era molto alto, ha sfiorato il 3 come dato, ora, con l'applicazione delle misure che abbiamo disposto in modo molto vigoroso, ha iniziato la sua discesa e adesso l'R0 è più basso. Questo ha avuto una conseguenza in termini di accesso alla terapia intensiva e di ricoveri. Ma la strada del distanziamento sociale resta la vera arma che possiamo usare. La ricerca sta facendo tutto il possibile, sia per il vaccino, che sarà l'unica soluzione definitiva, sia rispetto alle terapie. Anche l'Agenzia italiana del farmaco è a lavoro. Ma al momento non c'è ancora il vaccino e non c'è una terapia certa, quindi il distanziamento sociale resta l'unica arma che tutti i governi del mondo stanno usando per ridurre il contagio. Siamo consapevoli di aver chiesto pesanti sacrifici, ma stanno cominciando a dare risultati e dobbiamo continuare a farli. Noi continueremo a investire con tutte le nostre forze sulla ricerca, ma non credo che i tempi saranno immediati"

Gli sono poi state fatte vedere immagini di Napoli e altre città dove il distanziamento sociale non c'è e gli è stato chiesto che cosa dire a questi cittadini, Speranza ha risposto:

"Atteggiamenti sbagliati o immaginare che questa battaglia sia già vinta rischiano di compromettere i tanti sacrifici fatti finora. Noi abbiamo fatto un pezzo di strada importante, le misure hanno dato ossigeno agli ospedali, ma la battaglia è ancora in corso ed è durissima. Atteggiamenti sbagliati rischiano di compromettere quanto di buono fatto finora. Chi non rispetta le norme mette a rischio non solo la sua vita, ma anche quella degli altri. La stragrande maggioranza degli italiani ha rispettato le norme, sappiamo che sono sacrifici veri, ma non c'è altra strada. Non è un caso che mezzo mondo vive oggi il nostro stesso disagio e le nostre stesse condizioni. Ci sono anche degli esempi a cui dovremmo guardare: Hong Kong aveva immaginato di allargare le proprie misure, ma dopo pochi giorni hanno dovuto di nuovo richiudere tutto, perché il virus non è facile da sconfiggere. Questa partita non si vince con un'ordinanza o un DPCM, si vince solo ed esclusivamente con il contributo di ciascun cittadino"

Un'altra domanda ha riguardato la tensione tra Stato e Regioni e gli è stato chiesto che cosa ne pensa:

"Io credo che l'impianto che abbiamo dà poteri importanti alle Regioni e un potere centrale allo Stato. Siamo in piena emergenza, le discussioni sul bilanciamento di questi poteri potremo farle dopo, oggi è il momento di lavorare insieme. Ieri sera c'è stata una riunione importante: dobbiamo lavorare in piena sinergia, dobbiamo dare messaggi chiari ai cittadini, senza polemiche. Avremo modo dopo di discutere anche degli equilibri istituzionali, ma solo in una fase di serenità, ora dobbiamo lavorare insieme, 24 ore al giorno, per uscire da questa fase di emergenza"

Infine è stato chiesto a Speranza quando e come torneremo alla normalità e lui ha risposto:

"Ci sarà bisogno di gradualità e prudenza. Con il nostro comitato tecnico-scientifico vengono ogni giorno esaminati i dati ed è da quelli che partono le decisioni. È chiaro che noi vogliamo far ripartire il Paese, ma la premessa per la ripartenza economica del nostro Paese è la vittoria della battaglia sanitaria che è in corso, non sono due cose che possono essere messe in discussione"

Poi il ministro Speranza ha concluso:

"Senza vincere la battaglia sanitaria non ci potrà essere una ripartenza economica. Tutte le energie dello Stato, delle Regioni e di ogni singolo cittadino in queste settimane devono essere rivolte a vincere la battaglia sanitaria, solo così creeremo le condizioni per la ripartenza economica e sociale"

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