Coronavirus, Arcuri: "La battaglia prosegue. Per ora non si torna alla normalità"

Il commissario per l'emergenza sottolinea che la battaglia con il coronavirus è ancora lontana dall'essere vinta.

Domenico Arcuri

Domenico Arcuri, commissario per l'emergenza coronavirus, ha tenuto oggi la sua seconda conferenza stampa della settimana per fare il punto della situazione e, come hanno fatto anche il ministro della Salute Roberto Speranza, il Presidente della Regione Lazio e segretario del PD Nicola Zingaretti e molte altre cariche istituzionali, ma anche molti scienziati, ha sottolineato l'importanza di continuare a seguire le norme di distanziamento sociale perché la battaglia contro il Covid-19 è ancora ben lontana dall'essere vinta.

Arcuri, in particolare, ha detto:

"La nostra battaglia contro il coronavirus prosegue senza sosta dobbiamo però evitare di cominciare a pensare che stiamo vincendo, che abbiamo costretto avversario in un angolo e stiamo per avere il sopravvento: gli indicatori ci dicono solo che stiamo cominciando a contenerne la portata. Ma la sua dimensione, seppure, non uniforme è ancora rilevante. Bisogna astenersi dal pensare che sia già arrivato il momento di tornare a normalizzare comportamenti"

E per quanto riguarda il ritorno alla normalità ha anche aggiunto:

"Non è il momento di pensare alla normalizzazione e ai calendari, continuiamo come abbiamo fatto finora. Ognuno deve fare la sua parte con lo stesso civismo che abbiamo dimostrato di avere. Alcune immagini diffuse sui social non vanno prese ad esempio, vanno deplorate. Dobbiamo fare di tutto per evitare che i sacrifici di tutti noi vengano vanificati"

Il commissario si riferisce, ovviamente, alle immagini girate in città come Napoli o Genova, in cui si sono viste strade piuttosto affollate.

Arcuri ha fatto anche i numeri dei dispositivi sanitari essenziali nelle terapie intensive e di quelli di protezione distribuiti in questi giorni:

"Abbiamo distribuito a ieri sera 1.679 ventilatori alle regioni. Cinque giorni fa erano 1.280. Oggi ne distribuiremo altri 133"

E per quanto concerne i posti letto ha specificato che quelli in terapia intensiva erano 5.179 all'inizio dell'emergenza e ora sono diventati 9.284, ossia il 79% in più, mentre quelli nei reparti infettiva e pneumologia erano 6.198 ora sono 34.320, oltre quattro volte di più.

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