Coronavirus, Salvini: "Chiese aperte a Pasqua, serve la protezione del Cuore Immacolato di Maria"

Il leader della Lega Matteo Salvini torna a vestire il panni del fervente credente e, nello strizzare l'occhio agli elettori cristiani, torna ad invocare la protezione del Cuore Immacolato di Maria nel chiedere la riapertura dei luoghi di culto in Italia in occasione delle imminenti festività pasquali.

La sceneggiata di Salvini è andata in onda su SkyTG24 nel corso dell'intervista di Maria Latella. Mentre il Mondo è in attesa di un vaccino, il leader della Lega si appella anche a Dio per uscire da questa situazione di drammatica emergenza:

Non vedo l’ora che la scienza e anche il buon Dio, perché la scienza da sola non basta, sconfiggano questo mostro per tornare a uscire. Ci avviciniamo alla Santa Pasqua e occorre anche la protezione del Cuore Immacolato di Maria.

Sarà la scienza, va da sé, a trovare un vaccino per il coronavirus COVID-19 e tirare in ballo la religione in questo momento può risultare anche riduttivo per l'enorme lavoro che la comunità scientifica che conducendo senza sosta ormai da settimane da una parte all'altra del Mondo.

Salvini, però, deve pur sempre pensare al consenso e, mentre resta pressante la necessità di rimanere chiusi in casa fino a nuovi ordini del governo e degli esperti, lui punta ad una riapertura, pur con tutte le precauzioni del caso che sarebbe pressoché impossibile rispettare, dei luoghi di culto così da permettere ai fedeli di recarvisi a pregare durante le festività pasquali.

Sostengo le richieste di coloro che chiedono, in maniera ordinata, composta e sanitariamente sicura, di farli entrare in chiesa. Far assistere per Pasqua, anche in tre, quattro o in cinque, alla messa di Pasqua. Si può andare dal tabaccaio perché senza sigarette non si sta, per molti è fondamentale anche la cura dell’anima oltre alla cura del corpo.

Salvini paragona un vizio, tra l'altro piuttosto lucrativo per lo Stato, con la fede religiosa e dimostra anche in questa occasione di aver imparato ben poco in quei 14 mesi in cui ha guidato il Ministero dell'Interno: le mascherine sono ancora merce rara per gran parte della popolazione, i Comuni sono sprovvisti delle transenne necessarie anche soltanto per permettere ad attività che vendono beni di prima necessità come le bancarelle dei mercati di riaprire ed è pressoché impossibile effettuare controlli a tappeto già con gli spostamenti così limitati.

Riaprire i luoghi di culto significherebbe, seppur in maniera ordinata almeno secondo l'idea di Matteo Salvini, far scendere la gente in strada in massa e, soprattutto, le persone più anziane più legate alla religione in Italia, quelle stesse persone che ad oggi rappresentano la categoria più a rischio durante l'epidemia di coronavirus COVID-19.

E neanche la protezione del Cuore Immacolato di Maria tanta cara a Matteo Salvini potrebbe impedire il sorgere di nuovi focolai e il contagio delle persone più deboli. Per quanto si possa credere in un'entità superiore che ci protegge dall'altro, questo non è il momento di rimettersi in giro se non per i motivi decisi dal governo.

Salvini, però, rinnova l'appello:

Spero che si trovi il modo di avvicinare chi ci crede. C’è un appello mandato ai vescovi di poter permettere a chi crede, rispettando le distanze, con mascherine e guanti e in numero limitato, di entrare nelle chiese come si entra in numero limitato nei supermercati. La Santa Pasqua, la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo, per milioni di italiani può essere un momento di speranza da vivere.

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