Carenza di lavoratori in agricoltura: la proposta per risolvere tre problemi tra immigrazione e giustizia

L'idea dell'avvocato Flaminia Leuti presentata al governo Conte.

Carenza lavoratori campi per coronavirus

Al governo Conte è stata inviata da parte di Flaminia Leuti, avvocato del Foro di Bologna, una proposta per risolvere tre problemi insieme con un provvedimento interministeriale d'urgenza. Le tre importanti questioni da risolvere sono:

- la mancanza di lavoratori agricoli stagionali per la raccolta di frutta e verdura;
- l’inflazione del contenzioso giudiziario in materia di Protezione internazionale ed immigrazione;
- l’inflazione dei procedimenti amministrativi per il rilascio dei permessi di soggiorno per motivi umanitari.

L'avvocato Leuti, infatti, fa notare che "per ottenere la fissazione di un’udienza alla Sezione Specializzata in materia di Protezione internazionale e immigrazione è necessario attendere più di un anno. In Emilia-Romagna, per essere convocati avanti alla Commissione Territoriale per il diritto d’Asilo e la Protezione internazionale si possono attendere anche 10 mesi (dopodiché, in caso di esito positivo, si è soggetti ad una nuova lunga attesa per il rilascio del PDS definitivo). Tempi smisuratamente lunghi anche in una Regione nota per la sua efficienza gestionale/amministrativa".

E riassume:

"Senza voler generalizzare troppo, mi sento di affermare che moltissimi immigrati, siano essi inseriti in progetti di accoglienza o meno, soffrono i lunghi tempi di attesa per il rilascio del permesso di soggiorno e l’impossibilità di poter lavorare. Quest’ultimo problema non ha a che fare solamente con un’esigenza economica ma, molto di frequente, è proprio un’esigenza fisica. Molti ragazzi giovani mi riferiscono spesso di aver bisogno di lavorare per avere uno sfogo fisico nell’arco della giornata"

Per questo motivo Leuti si è chiesta "quante persone andrebbero volontariamente a lavorare in campagna se sapessero che, a fine stagione, potrebbero avere il loro permesso di soggiorno" e la risposta è che almeno due terzi dei suoi clienti sarebbero d'accordo. Per questo la sua proposta è la seguente:

"Delineare un provvedimento - che sarebbe quasi a costo zero - con il quale si invitano i richiedenti asilo o coloro che hanno ricevuto un rigetto della domanda (escludendo chi ha ricevuto un rigetto per aver presentato documentazione falsa o contraffatta) a intraprendere un percorso volontario per la raccolta di frutta e verdura a fronte del rilascio, immediatamente al buon esito del percorso svolto, di un permesso di soggiorno (della durata di almeno un anno) convertibile eventualmente anche in permesso di soggiorno per motivi di lavoro"

In questo modo "i ricorsi e processi pendenti esperiti da questi soggetti verrebbero a chiudersi per ‘cessata materia del contendere’ mentre i procedimenti amministrativi di competenza della Questura potrebbero essere ridotti all’osso in quanto sarebbe sufficiente la verifica del buon esito del percorso svolto".

Leuti inoltre spiega con quali modalità si potrebbe procedere:

"Potrebbero essere gli stessi imprenditori agricoli a svolgere un ruolo simile a quello che svolge il Tutor per il tirocinante durante uno stage: sarebbero loro a certificare il regolare svolgimento del lavoro, magari assieme al responsabile della struttura che ospita l’immigrato.
Si potrebbe prevedere una retribuzione calmierata in cui non è previsto il versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro, dato che si tratta di un’occasione eccezionale e straordinaria e che anche chi opera nel settore agricolo sta vivendo una situazione di difficoltà determinata dall’andamento generale del Paese"

E aggiunge:

"In questo modo si andrebbero peraltro a prevenire gli effetti di uno strisciante malcontento che serpeggia tra gli irregolari che fino a poco tempo fa portavano avanti un lavoro in nero - in altri settori- e che, ad oggi, sono impossibilitati a lavorare e privi di qualsiasi tutela"

Inoltre chiarisce quale sarebbe la ratio di questo tipo di permesso di soggiorno:

"Potrebbe essere simile a quella prevista per il Permesso di soggiorno per atti di particolare valore civile di cui all’art 42 bis TU Immigrazione (D.lgs. N. 286/1988). Anche per questo titolo di soggiorno si potrebbe prevedere la clausola di salvaguardia già contenuta nell’art. 42 bis “salvo che ricorrano motivi per ritenere che lo straniero risulti pericoloso per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato”, anche se in questo caso aggiungerei la dicitura GRAVI MOTIVI SOPRAVVENUTI"

L'avvocato Leuti sottolinea inoltre che con molta probabilità la proroga fino al 15 giugno del titolo per gli stagionali già in Italia non sarà sufficiente, altrimenti lo Stato italiano non starebbe tentando "un accordo con la Romania per riaprire il flusso degli stagionali nei campi". Con questa sua proposta, invece, si potrebbero valorizzare le tante persone richiedenti asilo già presenti in Italia e in attesa di permesso di soggiorno e allo stesso tempo si favorirebbe un "senso di inclusione e solidarietà che discenderebbe da una simile iniziativa" perché "gli immigrati avrebbero la loro occasione per sfatare tanti pregiudizi, per sentirsi utili e accettati".

Qui la lettera inviata dall'avvocato Leuti al governo Conte.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO