Boccia: "No date per fase due. Tutte le regioni dovevano subito distinguere tra luoghi Covid e non"

Anche se i numeri relativi a contagi e decessi dell'epidemia dal plateau sembrano aver preso la discesa, è troppo presto per confermare un trend e ancor di più per indicare la data d'avvio della fase 2, quella di convivenza con il virus, nella quale si potrà riprendere, seppur con mille precauzioni, a uscire e a tornare a una vita più o meno normale.

Lo ribadisce stamattina il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia a Circo Massimo su Radio Capital. La cosiddetta fase 2 "è l'interruttore generale che si riaccende" ma non c'è una data neanche simbolica perché "non è realistico dare date, non sarebbe corretto. Il grado di rischio delle singole attività determinerà i tempi".

Boccia ha detto che "ieri per la prima volta i numeri hanno iniziato a fare vedere una luce, fioca ma c'è. Quei numeri coincidono con l'aver abbattuto la barriera dell'uno, cioè ogni positivo comincia a contagiare meno di una persona. Ora dobbiamo arrivare a 0,5, 0,6, alcune regioni iniziano ad essere in quella zona lì, però dobbiamo fare qualche altro sacrificio".

Secondo Boccia "l'autonomia - sono parole del Presidente della Repubblica non mie - quando è sussidiarietà rafforza davvero l'unità nazionale, ovviamente le Regioni quando c'è un'emergenza nazionale devono dire signor sì e questo non sempre è avvenuto".

In riferimento ai rapporti con le Regioni, il ministro ha aggiunto: "Molti presidenti, come Bonaccini, hanno aiutato la mediazione continua, abbiamo 21 organizzazioni regionali diverse, non tutte hanno reagito allo stesso modo, ma le valutazioni le faremo".

In ogni caso secondo Boccia "da questa vicenda si è capito che la prevenzione territoriale pubblica deve essere capillare e rigorosa e le Regioni che erano in condizioni critiche hanno avuto questa caratteristica, mi riferisco ad Emilia Romagna e Veneto. La condizione di quelle Regioni rispetto alla Lombardia è diversa. Quando è esploso il Covid 19 doveva essere molto chiaro a tutti che era necessario distinguere i luoghi Covid dai luoghi non Covid".

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