Confindustria, pressing sul governo: far ripartire il Nord per non spegnere l'Italia

confindustria coronavirus nord

La Confindustria di Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte e Veneto in pressing sul governo Conte: sottoscritta un’agenda per la riapertura delle imprese e la difesa del luoghi di lavoro in modo da fronteggiare l’emergenza coronavirus. Le quattro regioni del Nord, che insieme costituiscono il 45% del Pil, ammoniscono che qualora non riuscissero a ripartire a causa del lockdown nel "breve periodo il Paese rischia di spegnere definitivamente il proprio motore e ogni giorno che passa rappresenta un rischio in più di non riuscire più a rimetterlo in marcia".

Piccola Industria: "Tra fine aprile e inizio maggio fase 2 altrimenti..."

È sostanzialmente lo stesso appello fatto da Matteo Renzi nei giorni scorsi, quando il leader di Italia Viva, uno dei partiti di maggioranza, ha sollevato il tema della riapertura dell’Italia non incontrando però tanti favori. Stando a quanto affermato però da Carlo Robiglio (presidente della Piccola Industria) all’Ansa, però, le idee dell’ex rottamatore non sono da scartare perché con il blocco della produzione la piccola e media impresa italiana "non può resistere tanto". "Questa situazione in maggio deve trovare una soluzione - insiste - se si scavalla l'estate con un blocco di questo tipi i rischi diventano pesantissimi. A parte le attività stagionali, che non riaprirebbero mai più".

Nonostante i medici siano molto cauti, secondo la Piccola Industria "bisogna che per fine aprile inizio maggio inizi almeno la fase due per una serie di attività" altrimenti c'è "la consapevolezza del rischio di non poter riavviare l'impresa, di non poter garantire i posti di lavoro in futuro".

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