Bonus 600 euro, ai medici e ai veterinari non spetta, per legge: "Bel modo di dire grazie"

Nel giorno in cui l’Inps accredita il bonus di 600 euro a un milione di autonomi, misura prevista dal Decreto Cura Italia del 17 marzo, per intere categorie di professionisti il contributo governativo legato all'emergenza coronavirus resta un miraggio. Parliamo dei medici e dei medici veterinari che, nel silenzio quasi generale, quel bonus non potranno prenderlo. Per legge.

Ma spieghiamoci meglio: secondo il decreto del governo di giovedì scorso, i professionisti iscritti a due casse previdenziali, Inps più la Cassa privata del proprio ordine professionale, non possono chiedere il bonus né all’una né all’altra. Il motivo? Il decreto impone il paletto dell’esclusività di cassa.

Il risultato è una palese ingiustizia, a norma di legge. Sì, perché come ci segnalano gli iscritti all'Enpav (la Cassa privata dei veterinari) "tanti medici, borsisti, veterinari, avvocati e altri che sono iscritti a Inps + Cassa Previdenziale privata si vedono negato il bonus da entrambe le parti, pur pagando i contributi a entrambe le casse".

Una situazione paradossale che necessita urgentemente di una "pezza" normativa. Perché chi paga due casse, e le paga perché è obbligato a farlo, cioè per legge, deve essere escluso da entrambe? Possibile che né al governo né all’Inps avessero considerato il problema? Vediamo più in dettaglio cosa dice il decreto.

Il Decreto legge Liquidità

L’indennità di 600 euro pensata dal governo spetta a chi ha dichiarato nel 2018 redditi fino a 50mila euro e che a causa dell'attività limitata dai provvedimenti restrittivi ha sospeso o ridotto il lavoro autonomo o libero-professionale di almeno il 33% nel primo trimestre 2020, con conseguenti cali di fatturato.

Il Decreto legge Liquidità, dal 6 aprile in Gazzetta Ufficiale, stabilisce che hanno diritto all’indennità "i professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria non titolari di trattamento pensionistico" e "iscritti in via esclusiva" a una o all’altra cassa. Quindi pensionati esclusi, così come tanti giovani specializzandi e medici che hanno già denunciato la situazione.

Enpam: per chi rischia la vita bonus cancellato

L’Enpam (la Cassa di assistenza e previdenza di medici e odontoiatri) denuncia che il Dl Liquidità ha bloccato il pagamento di "25.262 bonifici che stavano per essere inviati" a chi ne aveva diritto. "Grazie a questa norma dobbiamo dire ai nostri iscritti che tutti i pagamenti sono congelati e che nella migliore delle ipotesi li riceveranno dopo aver integrato la domanda con un’ulteriore autocertificazione" ha spiegato nei giorni scorsi all’Adnkronos il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti.

"Agli specializzandi e ai dipendenti, magari part-time, che in questo momento stanno rischiando la vita, è andata anche peggio, perché per loro l’indennizzo di 600 euro è cancellato del tutto. Davvero un bel modo per ringraziare i medici" ha chiosato Oliveti. E come dargli torto.

È di questa mattina la notizia della morte di altri quattro camici bianchi positivi al Covid-19: un odontoiatra, due medici di famiglia e un medico del Sert. Secondo i dati della Federazione nazionale degli ordini dei medici (Fnomceo) il totale dei medici morti da inizio emergenza sale a centoventi, mentre sono trenta gli infermieri deceduti, secondo la Federazione Ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi).

Questione rifinanziamenti

Tornando al bonus di 600 euro, tanti professionisti rischiano di rimanere fuori anche perché, in assenza di rifinanziamento della misura, i 200 milioni stanziati finora possono coprire solo il 60% dei potenziali aventi diritto.

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