Giuseppe Conte alla maggioranza: "Non ha senso dividerci ora sul Mes"

Sul concludersi di una giornata particolarmente calda sul fronte delle discussioni e delle diverse posizioni sul Meccanismo europeo di stabilità (Mes), il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha voluto lanciare un appello alla maggioranza: questo non è il momento delle divisioni.

Con un lungo post su Facebook, il premier Conte ha voluto ribadire che "il Mes è un meccanismo inadeguato e anche insufficiente per reagire a questa sfida epocale:

Ha un regolamento pensato per shock asimmetrici e per reagire a tensioni finanziarie riguardanti singoli Paesi. Adesso, invece, siamo di fronte al più grave shock economico affrontato dal dopoguerra ad oggi, che compromette fortemente il tessuto socio-economico europeo. Occorre una risposta forte, unitaria, tempestiva.
Insieme ad altri otto Paesi Membri abbiamo lanciato una sfida ambiziosa all’Europa invitandola a introdurre nuovi strumenti per affrontare e superare al più presto questa crisi. In ogni caso alcuni di questi Paesi, che hanno condiviso questa nostra impostazione, sono dichiaratamente interessati anche al Mes, purché non abbia le rigide condizionalità applicate in altre circostanze, ma solo la condizione che l’utilizzo del finanziamento sia per far fronte alle spese sanitarie dirette e indirette.

Il dibattito che si sta svolgendo in questi giorni in Italia e che sta scaldando un po' gli animi, ha spiegato Conte, è legato proprio a quelle condizionalità. Da un lato c'è chi sostiene che esisterebbe comunque il rischio di permanenza delle tradizionali condizionalità macroeconomiche, ma c'è anche chi sostiene che quelle condizionalità, seppur escluse in una prima fase, potrebbero essere inserite in un secondo tempo.

Fare queste discussioni in questo momento, ha precisato il premier, serve a ben poco se non a "logorarsi in un dibattito meramente astratto e schematico":

Bisognerà attendere prima di valutare se questa nuova linea di credito sarà collegata a meccanismi e procedure diversi da quelli originari. Se questo nuovo strumento finanziario presenterà caratteristiche effettivamente differenti dal Mes, per come finora utilizzato.
Se vi saranno condizionalità o meno lo giudicheremo alla fine, quando saranno concretamente elaborati il term sheet (contenente le principali caratteristiche del nuovo strumento), i terms of reference (che definiranno termini e condizioni della linea di credito) e, infine, il Financial Facility Agreement, le condizioni di contratto che verranno predisposte per erogare i singoli finanziamenti. Solo allora potremo valutare se questa nuova linea di credito pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se quel regolamento è conforme al nostro interesse nazionale.

E la discussione, a quel punto, dovrà essere pubblica e trasparente, davanti al Parlamento italiano che avrà l'ultima parola. Da qui il chiaro invito di Giuseppe Conte alla maggioranza di governo, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle in particolare:

Prima di allora potremo disquisire per giorni e settimane, ma inutilmente. Per comprendere questo punto, basta tenere presente l’esperienza che molti cittadini fanno quando chiedono un finanziamento a una banca. Negli incontri preliminari, il funzionario illustra genericamente le condizioni del finanziamento, ma quelle che valgono sono le condizioni generali e le clausole inserite nel concreto contratto di finanziamento.

Limitare il dibattito pubblico nella maggioranza in questo momento di confusione andrebbe inevitabilmente anche a limitare le polemiche dell'opposizione guidata da Matteo Salvini e Giorgia Meloni, sempre pronti ad intervenire in modo plateale e spesso errato sui temi più caldi del momento, così da evitare il più possibile il rischio di una emorragia di consensi.

Sul Mes sta lievitando un dibattito che rischia di dividere l’intera Italia secondo opposte tifoserie e rigide...

Posted by Giuseppe Conte on Wednesday, April 15, 2020
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