Accordo Confindustria-Triboo per la fornitura di DPI, primi passi per la ripartenza

Il 20% dell'ammontare di ogni singolo ordine sarà destinato alla Protezione Civile.

Accordo Triboo-Confindustria per mascherine ad aziende

È sempre più consolidata la convinzione che sia necessario far ripartire le attività economiche il più presto possibile, ma è altrettanto certo che non si può riavviare tutto se prima non si garantisce la massima protezione a tutti i lavoratori. I DPI, ossia i dispositivi di protezione individuale, sono fondamentali già in questa fase e continueranno a esserlo anche nella fase 2, perché fino a quando non sarà trovato il vaccino contro il coronavirus SARS-CoV-2, che provoca la COVID-19 (COronaVIrus Disease 19), non si potrà tornare alla normalità. Serve dunque una "nuova normalità" in cui i DPI sono uno strumento indispensabile e, proprio perché non si può minimamente pensare di farne a meno, devono anche essere facilmente reperibili.

Abbiamo visto che finora, purtroppo, questi strumenti sono stati difficili da reperire, non solo per i privati cittadini, che per andare a fare la spesa possono cavarsela anche con una mascherina fatta in casa, ma soprattutto per chi lavora in aziende e fabbriche incluse nella filiera dell'attività rimaste attive e addirittura per lo stesso personale sanitario. In queste settimane le mascherine sono state, ahinoi, oggetto di veri e propri casi di cronaca. Dal contrabbando di materiale non idoneo (sono stati venduti modelli non conformi alla direttiva CEE, in molti casi) alla speculazione sui prezzi. Questo nonostante siano dispositivi essenziali per contenere la diffusione del virus e per la salute dei lavoratori.

Per fortuna qualcosa comincia a muoversi. È stato infatti siglato un accordo fra il gruppo Triboo S.p.A e Confindustria per l'approvvigionamento dei DPI. Triboo S.p.A., gruppo cui appartiene anche il nostro editore, è attivo nel settore digitale e quotato sull'MTA, è presente in Cina ormai da anni con una filiale a Shanghai. L'accordo quadro riguarda la fornitura di mascherine tre veli chirurgiche di alta qualità, certificate in base a quanto previsto dalla direttiva CEE 93/42, relativa ai dispositivi medici dell'ente di certificazione tedesco TUV.

L'urgenza di ripartire nella massima sicurezza

Molti Paesi, anche quelli in cui il dramma coronavirus è arrivato dopo rispetto all'Italia, stanno già approntando dei piani per ripartire. Nel nostro Paese sappiamo che c'è una task force all'opera, ma non abbiamo ancora idea né di quando si potrà effettivamente ripartire, né tantomeno come. E questo clima di profonda incertezza non fa che pesare non solo sui singoli cittadini, ma soprattutto sull'economia, che rischia di precipitare in una crisi ancora più grave di quanto si possa immaginare.

Ogni settimana di "quarantena", come viene chiamato questo periodo di isolamento e chiusura forzato, costa circa 25 miliardi di euro al sistema economico. L'Italia ha attivato il lockdown per prima, ma potrebbe essere l'ultima a uscirne e questo perché manca ancora un'organizzazione precisa della fase 2, fra le incertezze della scienza e quelle della politica. È impensabile ripartire solo quando i contagi saranno a zero, semplicemente perché, come hanno detto tutti i medici, non si arriverà mai a zero contagi in tempi ragionevoli e in assenza di un vaccino, bisogna dunque cominciare da subito ad imparare a convivere con il virus. L'unico modo per farlo e per vincerlo è il distanziamento sociale e la protezione individuale. Non ci sono altre armi, solo distanza tra gli individui e dispositivi di protezione come, appunto, le mascherine.

L'accordo Confindustria-Triboo è anche solidale

Lo Stato si sta muovendo da settimane per cercare di reperire mascherine (prodotte principalmente in Cina), ma finora restano ancora un bene di difficile reperimento, e non riesce a soddisfare le richieste. Anche il privato, però, potrebbe rivelarsi utilissimo in questa fase, soprattutto quando a muoversi sono aziende che accantonano una logica di semplice profitto e provano a rendersi utili, grazie anche alla propria esperienza e alle proprie connessioni in Cina.

Triboo S.p.A, infatti, tramite la controllata ALIBOOX, ha già fornito DPI a enti territoriali e a esercizi di pubblica utilità per oltre mezzo milione di euro, sempre con margini etici. Ora, in base all'accordo quadro raggiunto con Confindustria, potrà fornire mascherine EN 93/42 alle 150mila aziende associate con tempi di consegna di 10-15 giorni. Inoltre, per ogni ordine, Triboo donerà il 20% dell'ammontare totale a favore della Protezione Civile sotto forma di materiali.

Come spiega l'amministratore delegato Riccardo Maria Monti, "l'unica chiave è la coscienza individuale" e dunque il distanziamento sociale e la protezione. Procurarsi le mascherine finora è stato troppo complicato e costoso, ma dopo cinque settimane di lockdown non si può continuare a dire ai lavoratori e agli imprenditori di restare a casa, bisogna ripartire, ma nella massima sicurezza.

Monti sottolinea che "il coronavirus è letale e l'unica regola intelligente è il distanziamento, tutto il resto è un corollario". Triboo può arrivare a fornire 2-3 milioni di pezzi nel prossimo mese, contribuendo a sopperire alle inevitabili difficoltà della distribuzione gratuita da parte delle Regioni.
Sul sito protezione.triboo.com è possibile trovare tutti i dettagli dei DPI a disposizione.

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