Ecco Immuni, l’app per tracciare i contagi. Arcuri: "Rispetta la privacy"

Coronavirus Italia

Il suo nome è, significativamente, Immuni. Parliamo dell'app di contact tracing che dovrà monitorare la diffusione dell’epidemia di coronavirus in Italia. L’app, che non prevede però la geocalizzazione, è stata scelta perché ritenuta la "più idonea per la sua capacità di contribuire tempestivamente all’azione di contrasto del virus, per la conformità al modello europeo delineato dal Consorzio PEPP-PT e per le garanzie che offre per il rispetto della privacy" scrive il commissario straordinario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri in una ordinanza con cui dispone di "procedere alla stipula del contratto di concessione gratuita della licenza d’uso sul software di contact tracing e di appalto di servizio gratuito con la società Bending Spoons S.p.a".

La Bending Spoons "esclusivamente per spirito di solidarietà e, quindi, al solo scopo di fornire un proprio contributo, volontario e personale, utile per fronteggiare l’emergenza da COVID-19 in atto, ha manifestato la volontà di concedere in licenza d’uso aperta, gratuita e perpetua, al Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID-19 e alla Presidenza del Consiglio dei ministri, il codice sorgente e tutte le componenti applicative facenti parte del sistema di contact tracing già sviluppate, nonché, per le medesime ragioni e motivazioni e sempre a titolo gratuito, ha manifestato la propria disponibilità a completare gli sviluppi informatici che si renderanno necessari per consentire la messa in esercizio del sistema nazionale di contact tracing digitale" si legge ancora nell’ordinanza.

Task force al lavoro per uscita lockdown

Intanto la task force per la ripartenza guidata da Vittorio Colao sta studiando le modalità più sicure ed efficaci per uscire gradualmente dal lockdown, mappando innanzitutto le singole attività (sulla base dell'elenco Ateco 2007) e la loro classe di rischio, il che comporta anche il giudizio sul livello di aggregazione sociale che la riapertura di un’attività piuttosto che di un’altra comporterebbe.

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