Fase 2, Arcuri "Il 70% della popolazione italiana dovrebbe installare l'app"


Tra gli strumenti che saranno messi in campo per affrontare al meglio la fase 2, quella della convivenza col coronavirus COVID-19, ci sarà un'applicazione per il tracciamento dei contagi che dovrebbe essere rilasciata già nei primi giorni di maggio, almeno in una sua versione iniziale che sarà potenziata nel corso delle settimane successive.

L'ordinanza è stata firmata e la macchina dell'organizzazione è già in movimento, ma a fare la differenza saranno ovviamente i cittadini, che saranno invitati a scaricare e utilizzare l'applicazione. Si tratta appunto di un invito, nessuno sarà obbligato a fare uso dall'app, ma più persone decideranno di contribuire e più sarà efficace il suo utilizzo.

Lo ha precisato oggi il commissario all’emergenza COVID-19 Domenico Arcuri:

L'installazione di questa app sarà solo volontaria, anche se ovviamente noi ci aspettiamo che un numero molto alto di cittadini collabori: almeno il 70% della popolazione italiana dovrebbe installarla in modo da darle un significato importante.

Arcuri ha voluto chiarificare in conferenza stampa che la privacy degli utenti sarà rispettata. Questo è un aspetto che, a giudicare dalle reazioni sui social network, in molti non sembrano aver capito. L'applicazione non traccerà gli spostamenti degli utenti, ma sfrutterà la tecnologia Bluetooth per far scambiare agli smartphone che si trovano in una determinata area limitata - uno o dei metri di distanza - un codice univoco che servirà per inviare la comunicazione a quei dispositivi nel caso in cui uno degli utilizzatori dell'app risultasse positivo.

Quando l’app arriverà sui telefoni dei nostri concittadini ne garantirà completamente l'anonimato in ossequio alle normative nazionali e comunitarie sulla privacy: utilizzerà la tecnologia Bluetooth e non la geolocalizzazione, come prevedono le norme.

La resistenza che si sta registrando in queste ore da parte dei cittadini è legata sicuramente anche al fatto che l'app non è stata ancora rilasciata. Quando l'app sarà disponibile l'adesione crescerà velocemente anche grazie al passaparola di chi la utilizza. Perché se è vero che l'app sarà fondamentale anche per le autorità sanitarie per identificare i nuovi focolai e intervenire tempestivamente, è altrettanto vero che rappresenterà uno strumento di protezione in più per i cittadini, che potranno muoversi più liberamente contando su un efficiente sistema di segnalazione nel caso di casi positivi con cui si è venuti in contatto.

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