Speranza: "Siamo nella giusta direzione, ma la battaglia contro il coronavirus non è vinta"

Le preoccupazioni del ministro della Salute.

Roberto Speranza

Siamo sulla buona strada, ma ancora ben lontani dalla vittoria. Stiamo parlando della battaglia contro il coronavirus che ormai tutto il mondo conduce, ma che l'Italia si è ritrovata ad affrontare un po' prima degli altri e ancora è abbastanza lontana dal riuscire a vincerla. Mentre davanti abbiamo altre due settimane di lockdown, non si fa altro che parlare della Fase 2 a cui il governo e gli esperti stanno lavorando, quella che dovrebbe partire dal 4 maggio. Intanto, però, la situazione continua a essere difficile e il ministro della Salute Roberto Speranza cerca di mantenere gli italiani con i piedi per terra.

Questa mattina Speranza è intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica "Circo Massimo" di Radio Capital, condotta da Massimo Giannini, e ha avvertito:

"Se commettessimo questo errore finiremmo persino per vanificare i sacrifici enormi che i cittadini hanno fatto, che non sono stati decisi per vezzo di qualcuno e che hanno consentito di salvare la vita a migliaia e migliaia di persone"

Il ministro ha infatti spiegato che siamo certamente nella direzione giusta, ma ancora lontani dalla vittoria:

"Vediamo alcuni dati incoraggianti, che segnalano che le misure adottate hanno portato dei benefici. C'è un alleggerimento del peso sulle nostre strutture ospedaliere, in particolare sono due settimane che c'è una riduzione dei posti occupati da pazienti Covid in terapia intensiva: eravamo arrivati a quattromila letti occupati per Covid, mentre ieri sera il dato era poco più di 2.600. Quindi c'è una tendenza che va nella direzione giusta"

E ha aggiunto:

"Il prezzo pagato dall'Italia e credo dalla stragrande maggioranza dei Paesi del mondo alla fine sarà un prezzo altissimo, ma stare a casa, rinunciare alle proprie abitudini sociali, bloccare anche numerose iniziative imprenditoriali e aziendali hanno consentito di salvare la vita a migliaia e migliaia di persone"

In vista della Fase 2 ha detto:

"Penso che abbiamo tutti insieme approvato le norme che prevedono che il 4 maggio sia una data intorno alla quale dobbiamo costruire questa fase 2 a cui stiamo lavorando da settimane. Mi auguro che al più presto ci possa essere un incontro tra le forze sociali, le rappresentanze del mondo dell'impresa, le forze del sindacato, e si possa con loro irrobustire il documento del 14 marzo che è importante e ci ha aiutato in queste settimane difficili per avere sicurezza nei luoghi di lavoro e, sulla base di questo documento, io credo che potranno esserci le condizioni per aprire questa fase 2"

Sul possibile scontro tra Regioni del Nord e del Sud e sulla Lombardia a guida centro-destra che si sente sotto attacco, Speranza ha affermato:

"Lavoro ogni giorno e ogni ora con tutte le regioni. Guai ad alimentare inutili polemiche. In questo momento bisogna lavorare tutti insieme, gomito a gomito. Guai a dividersi. Le riflessioni sul Titolo V, che sono di natura costituzionale, si potranno fare dopo l'emergenza"

Per quanto riguarda l'App che dovrebbe consentire di monitorare i cittadini nella Fase 2, Speranza ha spiegato:

"L'App è uno degli strumenti, ma non c'è una mossa salvifica. Penso che questa App possa essere utile in futuro per rafforzare la sanità digitale di questo Paese. Non ci sono miracoli. Non è che con l'App abbiamo finito i problemi. La vera scoperta che ci farà uscire la questa situazione è il vaccino"

Speranza è stato interpellato anche sul MES e ha detto:

"Siamo in una trattativa molto delicata. Il ministro Gualtieri ha fatto un lavoro importante, ma la partita decisiva è quella di giovedì. Diamo piena fiducia a Conte, credo che sia nelle condizioni di spostare l'asse. Sosteniamo il lavoro che sta facendo. Le valutazioni sui fondi vanno fatte a partita chiusa. Ma la stagione dell'austerità non credo regga di fronte a questa crisi, serve una stagione nuova"

A Speranza è stato chiesto anche se si può pensare di far ripartire il campionato di calcio e lui ha risposto:

"Con più di 400 morti al giorno, con sincerità, e parlo anche da tifoso, questo è l'ultimo problema di cui possiamo occuparci. Le priorità del Paese sono altre"

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