Elezioni rinviate, regioni al voto tra settembre e novembre | Governatori: "Cancellata finestra di luglio"

Palazzo Chigi

Causa coronavirus slittano le elezioni regionali e amministrative di questa primavera. Secondo quanto deciso dal Consiglio dei ministri, che ha approvato un decreto legge ad hoc, le consultazioni elettorali possono essere "rinviate di non oltre tre mesi, anche se già indette, in considerazione di sopravvenute specifiche situazioni epidemiologiche da COVID-19".

Palazzo Chigi in una nota spiega ancora che: "In merito alle elezioni per il rinnovo dei consigli comunali e circoscrizionali, limitatamente all’anno 2020, il turno annuale ordinario si terrà in una domenica compresa tra il 15 settembre e il 15 dicembre. Lo stesso termine è previsto anche per i comuni e le circoscrizioni i cui organi devono essere rinnovati per motivi diversi dalla scadenza del mandato, se le condizioni che rendono necessarie le elezioni si sono verificate entro il 27 luglio 2020".

Gli organi elettivi regionali delle regioni a statuto ordinario, il cui rinnovo si sarebbe dovuto tenere entro il 2 agosto 2020, dureranno "in carica cinque anni e tre mesi" e le consultazioni si svolgeranno "nei sessanta giorni successivi a tale termine o nella domenica compresa nei sei giorni ulteriori" cioè entro l’1 novembre prossimo.

Infine per le suppletive di Camera e Senato, il decreto legge del governo stabilisce che "il termine per lo svolgimento delle elezioni per i seggi dichiarati vacanti entro il 31 luglio prossimo è fissato in 240 giorni, rispetto ai 90 previsti dalla normativa vigente".

La nota di De Luca, Emiliano, Toti e Zaia

In proposito al rinvio forzato delle elezioni regionali c’è da registrare la protesta dei governatori di Campania, Puglia, Liguria e Veneto: "Nel Consiglio dei Ministri, a quanto si apprende, è stato approvato un provvedimento che prevede lo slittamento del voto tra Settembre e Novembre e cancella la finestra di Luglio sulla quale erano state consultate, con esito positivo, molte delle Regioni che andranno al voto" scrivono in una nota Vincenzo De Luca, Michele Emiliano, Giovanni Toti e Luca Zaia.

Nel comunicato si legge ancora: "Spiace che il Governo abbia approvato un diverso Decreto senza alcun ulteriore confronto. Ovviamente aspetteremo di leggere il testo per esprimere un compiuto giudizio che vada oltre il metodo. Ribadiamo la necessità di garantire agli elettori l’inalienabile diritto ad esprimersi nel tempo più rapido possibile, compatibilmente con l’andamento della epidemia. Pertanto, ritenendo, per quanto è possibile prevedere oggi, l’estate sia la stagione più sicura dal punto di vista epidemiologico, ribadiamo ulteriormente la necessità di allargare la finestra di voto, come da noi richiesto, al mese di Luglio. In ogni caso è comune intendimento delle nostre Regioni convocare i cittadini al voto nella prima data utile consentita dal provvedimento del Governo".

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