Elezioni Politiche 2013: Berlusconi copia Grillo o Beppe copia Silvio?


Da anni si discute di quanto il presunto populismo di Beppe Grillo sia affine a quello, altrettanto presunto, di Silvio Berlusconi. I commentatori notano come in entrambi i casi si tratti di partiti personali i cui leader non sono soltanto capi ma anche padroni del movimento. Grillo per esempio è il proprietario legale del marchio Movimento 5 Stelle (lui dice per garantire tutti i militanti), mentre Berlusconi ha sciolto un partito e ne ha fondato un altro salendo su un predellino di un'automobile, il ché è emblematico.
Sia Berlusconi, sia Grillo sono entrati in politica da esterni, con l'ostentato obiettivo di moralizzarla e di mettere da parte i politici di professione. Uno presentandosi come imprenditore di successo, l'altro da comico professionista da sempre in contrasto col Potere. Certo, in questo caso il background dei due non pare avere molte convergenze vista la rete di conoscenze (politiche e non solo) che il Cavaliere aveva intessuto sin prima della sua discesa in campo. Il genovese è invece in maniera più verosimile da considerarsi un outsider, vista anche la maggiore naturalezza con cui il M5S è nato: dalla Rete e dalle piazze, con cittadini che si autoconvocano (salvo poi cadere nell'autoritarismo nel rapportarsi con la base del partito - altro tratto comune a Berlusconi).
Poi c'è quella tendenza al plebiscitarismo che pare caratterizzare entrambi. Berlusconi invita a non sprecare voti con i partiti piccoli, auspicando che tutti votino per il Pdl e confondendo - lo ha detto anche Fini ieri sera da Santoro - il governo col comando. Grillo promuove la democrazia diretta, quella dei referendum come soluzione a tutte le questioni politiche complesse. Basta un sì o un no per decidere se restare o meno in Europa? La discussione, sale della democrazia, viene ridimensionata dal processo decisionale che prevale su quello dibattimentale?

Tutte questioni già rilevate negli scorsi mesi e anni. Veniamo però all'attuale campagna elettorale, periodo nel quale gli slogan assumono evidentemente importanza. Alcune delle promesse elettorali dei due, di Silvio e di Beppe, sono praticamente le medesime. Dall'Imu ai costi della politica. Chi ha copiato chi?

La casa è sacra


Beppe Grillo

Grillo vuole abolire l'Imu sulla prima casa, perché, appunto la casa è sacra.

Silvio Berlusconi
Berlusconi vuole abolire l'Imu sulla prima casa, perché, appunto la casa è sacra.

Costi della politica


Beppe Grillo

Il comico da tempo combatte gli sprechi e i privilegi della politica. Ecco le proposte che si leggono nel programma del M5S.

Silvio Berlusconi
Il Cavaliere, sceso in campo per combattere i politici di professione, rilancia il patto del parlamentare, che ogni cnadidato del Pdl deve sottoscrivere.

    PATTO DEL PARLAMENTARE
    Nel candidarmi alle prossime elezioni, prometto solennemente di:
    1. Impegnarmi al servizio del Paese per non più di due legislature, a partire da questa.
    2. Votare il dimezzamento degli emolumenti dei parlamentari.
    3. Approvare la riforma della Costituzione con il dimezzamento del numero dei parlamentari.
    4. Votare una legge che azzeri il finanziamento pubblico ai partiti.
    5. Non tradire il mandato degli elettori, passando ad altro gruppo parlamentare.
    6. Impegnarmi alla totale trasparenza sulla mia attività e sui miei redditi.

Se non ti occupi della politica, è la politica che si occupa di te


Beppe Grillo

Alla faccia dell'antipolitica, il comico spinge gli italiani ad esercitare il diritto/dovere di voto. Nel 2008 invece scriveva sul suo blog che "il 13 e il 14 aprile non potremo votare il candidato” in quanto “si sono messi d'accordo e con una legge anticostituzionale si eleggono fra di loro”. Eppure Porcellum era e Porcellum è.

Silvio Berlusconi
Il Cavaliere da un po' di tempo invita gli italiani ad andare a votare. Perché - lo ha ribadito due giorni fa a Radio Rai Uno - se non ti occupi della politica, è la politica che si occupa di te.
Appunto.

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