Di Battista: "Mes trappola da evitare, ricordate la Grecia"

di battista mes conte draghi

Alessandro Di Battista, ex deputato del Movimento 5 Stelle, è tornato ad affrontare i temi dell’attualità politica con un lunghissimo post sul proprio profilo Facebook. Ritenuto l’esponente dell’ala sovranista dei pentastellati, il politico romano ribadisce la sua contrarietà al Mes e spiega: "Oggi con la sospensione del Patto di stabilità, l'Ue garantisce ai Paesi membri la possibilità di indebitarsi ma un domani, a crisi sanitaria conclusa, quelle regole torneranno in vigore. E questo è l'obiettivo di Germania, Olanda, Austria ed altri paesi del nord: aumentare i debiti pubblici di tutti i Paesi europei costringendo tra un anno o due al rientro i paesi più esposti, a cominciare dall'Italia. L'Ue - ricorda - si è sempre comportata in tal modo, cosa ci garantisce che non lo faranno ancora?".

Insomma, Di Battista non è affatto d’accordo con Matteo Renzi sul fatto che Giuseppe Conte debba andare di corsa a prendersi i soldi promessi dall’Europa senza condizionalità, perché appena la pandemia sarà superata, le condizioni torneranno e saranno dolori per il popolo italiano. E a tal proposito l’ex parlamentare ricorda l’esempio della Grecia: "L'Ue ha intubato la Grecia, l'ha tenuta in vita per spolparla giorno dopo giorno. L’Unione europea non è intervenuta sulla Grecia convalescente quando la si poteva salvare con una cura leggera, al contrario ha atteso l’aggravarsi del paziente il quale, una volta agonizzante, si è dovuto calare le braghe per non morire. Conte è un galantuomo - sottolinea - non ho dubbi che abbi a cuore le sorti delle famiglie e delle imprese italiane e che consideri il Mes una trappola da evitare".

Di Battista: "Proprio Draghi parla di aumentare il debito?"

Di Battista ne ha anche per Mario Draghi, ex capo della BCE e indiziato di prendere il posto di Giuseppe Conte per la formazione di un governo di unità nazionale. "«Va aumentato il debito pubblico per proteggere economia e lavoro». Così ha tuonato Draghi dalle pagine del Financial Times. Quando erano i “populisti” a scagliarsi contro la logica del pareggio di bilancio in Costituzione e a chiedere interventi a debito per contrastare gli effetti della Grande recessione - insiste l’ex deputato grillino - l’establishment faceva muro giudicando tali idee nient’altro che corbellerie. Ma ora parla Draghi, l’apostolo Draghi e tutti i valletti del sistema si spellano le mani dagli applausi".

Rivolgendosi a chi fin qui ha elogiato un eventuale rientro in Italia di Draghi con un ruolo di primo piano nella politica attiva - Renzi e Salvini in sostanza - Alessandro Di Battista poi aggiunge: "Fu Draghi, da Direttore del Tesoro, ad adoperarsi affinché la famiglia Benetton acquisisse dall’Iri, ad un costo ridicolo, la Società Autostrade. Lui, insieme a Prodi e Massimo D’Alema fu protagonista di quella stagione di privatizzazioni che ha indebolito lo Stato italiano. Fu ancora lui, diventato nel frattempo Governatore di Bankitalia, ad autorizzare Mps ad acquistare la Banca Antonveneta dalla spagnola Santander al triplo del suo valore. E nel febbraio 2012, fu sempre lui, stavolta da presidente della Bce a dichiarare in un’intervista al Wall Street Journal la morte del modello sociale europeo augurandosi un nuovo ciclo liberalizzazioni. Il diffondersi del COVID-19 ha spazzato via queste parole. Senza il modello sociale europeo, claudicante ma ancora esistente, ci sarebbe stata una carneficina ancor più funesta".

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