Conte: "Nuovo decreto non inferiore a 50 miliardi. Parlamento avrà l'ultima parola"

Il Premier ha confermato che l'app "Immuni" sarà solo su base volontaria.

Conte al Senato

Giornata di informative alle camere per il Premier Giuseppe Conte. Poco dopo le 15 si è presentato al Senato per dare un "quadro compiuto delle più recenti iniziative che il Governo ha adottato sul piano interno e un aggiornamento sulle iniziative che, a livello europeo, sono in programma per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19".

Il Presidente del Consiglio ha spiegato ai senatori:

"Sotto il profilo della risposta sanitaria all’emergenza, il Governo ha elaborato, in queste ultime settimane in particolare, una strategia e su questa vi informiamo, che possiamo sintetizzare in cinque punti:
1 - mantenere e far rispettare, a tutti i livelli, le misure per il distanziamento sociale e promuovere l’utilizzo diffuso dei dispositivi di protezione individuale, fino a quando non saranno disponibili una specifica terapia e un vaccino.
2 - rafforzare le reti sanitarie del territorio come arma principale per combattere il virus. A questo riguardo, il Governo si sta adoperando perché siano rafforzati tutti i servizi di prevenzione e sta sollecitando una rinnovata integrazione tra le politiche sanitarie e quelle sociali, con particolare attenzione a case di cura e residenze sanitarie assistenziali, ove si è verificata, purtroppo, un’esplosione incontrollata dei contagi, specialmente in alcune aree del Paese.
3 - intensificare, in tutto il territorio, la presenza di 'Covid hospital' come strumento fondamentale della gestione ospedaliera dei pazienti. La presenza di strutture dedicate esclusivamente al Covid-19 riduce notevolmente il rischio di contagio per gli operatori sanitari ma anche per i pazienti che sono ricoverati per altre malattie.
4 - uso corretto dei test, sia di quelli molecolari (banalmente tampone), che oggi sono l’unico strumento certo di identificazione del virus, sia di quelli sierologici (ad esempio l’analisi del sangue), utile strumento di indagine e conoscenza epidemiologica, anche al fine di predisporre un piano nazionale che potrà fotografare efficacemente lo stato epidemiologico del nostro Paese. Al riguardo, il 17 aprile è stata indetta dal Commissario Arcuri, su richiesta del Ministero della salute, una gara in procedura semplificata e di massima urgenza per la fornitura di kit reagenti e consumabili per l’effettuazione di 150.000 test finalizzati ad un’indagine campione sulla diffusione dell’infezione nella popolazione italiana, con possibile successiva estensione per l’effettuazione di ulteriori 150.000 test. La gara pubblica si concluderà in tempi strettissimi (entro il 29 aprile ci sarà ragionevolmente la sottoscrizione del contratto), all’esito di una procedura trasparente e rigorosa.
5 - rafforzamento della strategia di mappatura dei contatti sospetti (ormai l’espressione è di uso comune, contact tracing) e di teleassistenza con l’utilizzo delle nuove tecnologie. L’immediatezza nella individuazione dei contatti stretti dei casi positivi e il loro conseguente isolamento sono cruciali per evitare che singoli contagiati possano determinare nuovi focolai. Per questo, un’adeguata applicazione informativa direttamente disponibile su smartphone è uno strumento essenziale per accelerare questo processo. Attenzione però questa applicazione, lo dico chiaramente, sarà offerta su base volontaria e non su base obbligatoria e faremo in modo che chi non vorrà scaricarla non subirà limitazione nei movimenti o altri pregiudizi"

Il Premier ha poi parlato delle misure contenitivo, che conosciamo ormai bene, del comitato di esperti che sta studiando nuove regole per la fase 2 e ha detto:

"Con l’ausilio di questi esperti stiamo elaborando un programma di progressive aperture che sia omogeneo su base nazionale, e che ci consenta di riaprire buona parte delle attività produttive e anche commerciali tenendo però sotto controllo la curva del contagio, questo è molto importante, dobbiamo tenere sotto controllo la curva del contagio in modo da intervenire, se è del caso anche successivamente, laddove questa si rinnalzi oltre una certa soglia. Soglia che non pensiamo debba essere formulata in termini meramente astratti, ma che vogliamo commisurata alla specifica recettività delle strutture ospedaliere dell’area di riferimento. Ovviamente per poter riprendere in sicurezza le attività economiche, dovrà essere garantito il rispetto dei protocolli, a partire da quello firmato il 14 marzo scorso con i sindacati e le categorie produttive e successivamente aggiornato. Una volta completato questo programma lo discuteremo con tutti i soggetti coinvolti (quindi anche enti territoriali, organizzazioni datoriali, sindacati), al fine di acquisire le valutazioni e di condividerlo con tutti i soggetti interessati. Si tratta - lo ripeto - di uno dei passaggi più sensibili e più complessi"

Almeno altri 50 miliardi per imprese e famiglie

Per quanto riguarda l'aspetto economico, il Premier ha ricordato cosa contiene il decreto Cura Italia, poi ha parlato del prossimo decreto aprile:

"In aggiunta ai 25 miliardi di euro già stanziati con il cosiddetto decreto-legge Cura Italia, il Governo invierà a brevissimo al Parlamento un’ulteriore Relazione, contenente una richiesta di scostamento dagli obiettivi di bilancio precedenti per il 2020, pari a una cifra ben superiore a quella stanziata a marzo. Una cifra davvero consistente, non inferiore a 50 miliardi di euro, che si aggiungeranno ai 25 miliardi già stanziati per un intervento complessivo non inferiore a 75 miliardi. Questo ulteriore ricorso al disavanzo servirà a finanziare varie misure destinate, tra le altre: al rafforzamento del personale sanitario, della protezione civile e delle forze di sicurezza; alla proroga e al rafforzamento degli ammortizzatori sociali, in particolare la cassa integrazione e indennizzi per gli autonomi e le partite IVA; al sostegno di coloro che non sono coperti da cassa integrazione; a misure di sostegno alle piccole e medie imprese; a fondi aggiuntivi per Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni; agli interventi di sostegno dei settori particolarmente colpiti dalle misure di contenimento del virus"

E ha sottolineato il ruolo fondamentale del Parlamento:

"Quanti oggi esprimono dubbi e perplessità su questa nuova linea di credito a mio avviso, a mio personale avviso, contribuiscono a un dibattito democratico e costruttivo, e sono io il primo a dire che bisognerà valutare attentamente i dettagli dell’accordo. Solo allora potremo valutare in via conclusiva se questa nuova linea di credito pone condizioni, quali condizioni pone, e solo allora potremo discutere se il relativo regolamento può essere o meno conforme all’interesse nazionale, se può essere o meno conveniente e opportuno rispetto agli interessi nazionali. Ho già dichiarato in altre sedi, ritengo che questa discussione, in un paese civile e democratico, debba avvenire in modo pubblico e trasparente, dinanzi al Parlamento, al quale spetterà l’ultima parola"

Conte ha poi fatto riferimento alle trattative a livello europeo:

"La trattativa in cui siamo impegnati in Europa è particolarmente complessa perché la risposta comune non può poggiare solo su queste misure: deve essere ben più efficace, ben più consistente. Noi siamo ben convinti della forza delle nostre ragioni. All’inizio eravamo soli. Nelle scorse settimane ho però proposto una lettera, un vero e proprio manifesto programmatico, che è stato sottoscritto da altri 8 Paesi, che ora sono con noi a chiedere strumenti nuovi, adatti alla situazione eccezionale che stiamo vivendo. Il quarto elemento del pacchetto è un pezzo fondamentale della nostra strategia europea: uno European Recovery Fund, che possa finanziare progetti comuni di interesse europeo, per avviare un piano di ricostruzione fondato sugli investimenti, l’innovazione, la sostenibilità ambientale, la tutela della salute e dell’ambiente"

Cosa chiederà Conte all'Europa

Per quanto riguarda la trattativa in Europa, il Premier Conte ha precisato:

"Il rapporto dell’Eurogruppo dello scorso 9 aprile richiama la necessità di costruire questo strumento, che l’Italia intende realizzare quanto più velocemente possibile, strutturandolo come un veicolo in grado di finanziarsi con debito comune sui mercati finanziari.
Sarà - questo - il tema della riunione, della videoconferenza dei membri del Consiglio europeo, prevista per il prossimo giovedì 23 aprile.
L’Italia, insieme agli altri Paesi che condividono questa medesima strategia, sostiene la necessità di una risposta coordinata e ambiziosa allo shock da Covid-19 con la conseguenza che questo nuovo strumento di finanziamento dovrà:
- essere conforme ai trattati europei, perché non abbiamo il tempo di operare modifiche che comporterebbero una lunga e complessa procedura;
- gestito a livello europeo e offerto a tutti i Paesi interessati, senza che possa assumere un carattere bilaterale;
- dovrà essere particolarmente consistente quanto alla dimensione finanziaria, ben più consistente degli strumenti di cui attualmente si parla;
- dovrà essere mirato a far fronte a tutte le conseguenze negative economiche e sociali prodotte dal Covid-19;
- dovrà essere immediatamente disponibile e se pure verrà a ricadere sul nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, dovrà essere messo a disposizione di tutti i Paesi interessati subito, è possibile farlo tecnicamente, attraverso un meccanismo di garanzie che ne anticipino l’applicazione (c.d. bridge);
- non dovrà avere le condizionalità, infine penso anche in termini di cofinanziamento, di modalità di spesa, che caratterizzano gli ordinari piani di finanziamento strutturali dell’Unione europea"

Poi ha aggiunto:

"Al momento abbiamo un’iniziativa della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen che, per quanto da essa stessa mi è stato specificamente anticipato, potrebbe avere queste caratteristiche e muovere proprio in questa direzione. Sul tavolo vi è anche una proposta francese, se ne è parlato anche nei giornali, che legherebbe il Recovery Fund a un veicolo costruito ad hoc, in grado di emettere strumenti di debito comune e di erogare fondi ai paesi membri. Noi appoggiamo questa proposta francese, avendo chiesto di integrarla rispetto alla sua originaria formulazione, in modo da rispondere più puntualmente e ampiamente ai requisiti che ho indicato e che riteniamo imprescindibili. Da ultimo, forse avete anche avuto notizia di questo, è stata presentata una proposta spagnola che pure, ma con qualche suggerimento di variazione, potremmo appoggiare, per la conformità alle caratteristiche e alle finalità che ho più sopra indicate. Ai Paesi che condividono con noi la medesima linea di intervento abbiamo riservatamente anticipato anche una nostra proposta, sempre in questa direzione, che riteniamo pienamente conforme ad esempio all’art. 122 del Trattato, ma a noi interessa portare a casa un risultato, non interessa in questo momento rivendicare una primazia. In questo momento riteniamo opportuno condividere quanto più possibile le proposte sul tavolo, senza rischiare di dividerci, con la conseguenza di rallentare, non ce lo possiamo permettere, il processo decisionale europeo"

Infine ha concluso:

"Dobbiamo agire presto perché il ritardo comprometterebbe il risultato: è un rischio che l’Europa, non l’Italia, l’Europa non può correre. Dobbiamo affrettarci, senza indugio, a rafforzare la nostra casa comune, e dobbiamo ripararla in fretta per sperare di competere anche, tra le altre cose, in modo efficace con le altre economie globali. Quest’ultimo aspetto, vorrei dire, non riveste una minore importanza: al mantenimento di un equilibrato e sostenibile mercato interno fa evidentemente da corollario, nell’azione esterna dell’Unione europea, quel “level playing field”, quella parità di condizioni, che le consentirebbe di restare al passo con i grandi players globali"

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