Scarcerazione boss, il magistrato Di Matteo (Csm): "Ulteriore grave offesa alle vittime di mafia"

Il magistrato Antonino Di Matteo, membro del Csm ed ex pubblico ministero del pool che si occupò della strage di Via D’Amelio (in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e 5 agenti della scorta) stigmatizza la concessione dei domiciliari al presunto boss Francesco Bonura, considerato elemento di spicco del mandamento mafioso palermitano dell’Uditore e già ritenuto "colonnello" di Bernardo Provenzano.

Di Matteo all’Adnkronos parla di: "Una ulteriore grave offesa alla memoria delle vittime e all'impegno quotidiano di tanti umili servitori dello Stato". Bonura nel 2012 è stato condannato definitivamente per associazione mafiosa ed estorsione a 18 anni e 8 mesi di reclusione ma da ieri, come riferito da L’Espresso, dal carcere milanese di Opera può far ritorno a casa.

Secondo Di Matteo "lo Stato sembra aver dimenticato e archiviato per sempre la stagione delle stragi e della trattativa stato-mafia" dando piuttosto "l'impressione di essersi piegato alle logiche di ricatto che avevano ispirato le rivolte".

Gli arresti domiciliari, concessi dal giudice del tribunale di sorveglianza di Milano a Bonura, sono stati giustificati con motivi di salute a causa dell’epidemia di Covid-19: "Siffatta situazione facoltizza questo magistrato a provvedere con urgenza al differimento dell’esecuzione pena" scrive il giudice di sorveglianza in riferimento all’emergenza coronavirus.

"Anche tenuto conto dell’attuale emergenza sanitaria e del correlato rischio di contagio, indubitamente più elevato in un ambiente ad alta densità di popolazione come il carcere, che espone a conseguenze particolarmente gravi i soggetti anziani e affetti da serie patologie pregresse" aggiunge il giudice.

Bonura nella casa della moglie a Palermo dove sconterà i domiciliari "non potrà incontrare, senza alcuna ragione, pregiudicati" ma potrà comunque uscire di casa per motivi di salute e anche per "significative esigenze familiari" secondo quanto riporta Il Fatto Quotidiano: dai battesimi ai matrimoni fino alle feste solenni di Natale e Pasqua, spiega il giornale.

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