Lombardia, i medici contro la Regione: "Piano fase 2 inconsistente, lascia immutate le criticità"

Parla Paola Pedrini, segretario della Fimmg Lombardia (Federazione italiana medici di medicina generale).

Medici lombardi contro la Regione

La sezione lombarda della Fimmg, la Federazione italiana medici di medicina generale, attacca duramente la Regione Lombardia per il piano relativo alla fase 2 che dovrebbe cominciare dal 4 maggio. Il segretario Paola Pedrini ha spiegato il perché di questo malcontento dei medici lombardi:

"Rileviamo l'assoluta inconsistenza dei contenuti del documento sulla 'fase 2', di recente approvato dal Consiglio regionale della Lombardia, riguardo alle proposte di riorganizzazione del sistema sanitario, che altro non fanno che riproporre l'esistente, lasciando di fatto immutate le criticità risultate evidenti, dolorosamente, nella gestione di questa pandemia"

E poi si sofferma su due particolari passaggi del documento che dovrebbe fungere da "guida" per la ripresa delle attività:

"Abbiamo preso atto, con stupore, del documento. Nella parte introduttiva leggiamo: 'La Risoluzione impegna il presidente e la Giunta regionale a farsi portavoce presso il Governo ed in ogni sede istituzionale... affinché sia concessa una maggiore autonomia nel coordinamento dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, per ricondurli a tutti gli effetti quali dipendenti del sistema sanitario regionale. Lo stupore aumenta leggendo la parte successiva del documento che, smentendo sostanzialmente l'affermazione precedente, per i medici di famiglia, si fa riferimento all'ordinamento attuale, quello cioè di liberi professionisti convenzionati"

E ancora:

"Registriamo inoltre con dispiacere l'incapacità di analisi della situazione e soprattutto l'assenza di un'analisi degli errori sempre doverosa da parte di chi ha la responsabilità e l'onere di gestire un'organizzazione complessa, soprattutto in corso di eventi catastrofici. Un evento catastrofico spesso rende inevitabili gli errori, tutti lo sappiamo, ma gli errori devono essere riconosciuti, vanno corretti, non vanno nascosti. La proposta del passaggio alla dipendenza dei medici di medicina generale comporterebbe il venir meno del rapporto di fiducia tra medico e paziente, sostanziato dalla fine della libera scelta del cittadino, tanto cara a chi governa la nostra regione"

Pedrini aggiunge:

"Questa proposta comporterebbe quantomeno un raddoppio dei costi attuali per gli oneri riflessi, l'obbligo per la Regione di fornire idonei locali e strutture, di fornire tutto il personale necessario (infermieri e amministrativi) e non solo un modesto e parziale rimborso come avviene attualmente, di garantire le turnazioni dei medici che non potrebbero essere di certo utilizzati 12 ore al giorno, quindi quanto meno un raddoppio degli stessi, cosa impossibile in quanto si fatica già a coprire gli organici attuali"

Pedrini riconosce però che potrebbe esserci stato un errore nell'esposizione, vista l'"inapropriatezza del linguaggio a cui siamo stati abituati" e ipotizza che

"si volesse intendere solo la volontà di introdurre norme che rendano il medico di famiglia succube della politica, come già purtroppo è avvenuto per i colleghi che lavorano negli ospedali. Non ci sembra pertanto necessario commentare oltre"

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