Mattarella, 25 aprile: "Oggi come allora supereremo le avversità"

mattarella 25 aprile 2020

Sergio Mattarella elogia coloro i quali stanno combattendo in prima linea contro il coronavirus nel giorno della ricorrenza del 25 aprile. Il capo dello Stato non può non partire da medici, infermieri e tutto quel personale che anche a rischio della propria vita, sta operando per salvarne tante altre. "Tutti coloro che si trovano in prima linea per combattere", esordisce il presidente, "manifestano uno spirito che onora la Repubblica e rafforza la solidarietà della nostra convivenza".

È una festa della Liberazione anomala, e non poteva essere altrimenti, senza manifestazioni di piazza e con la popolazione costretta a rimanere chiusa in casa per via di un lockdown che Matteo Salvini aveva chiesto finisse proprio oggi liberando gli italiani. "Insieme possiamo farcela e lo stiamo dimostrando", aggiunge Mattarella, che fa poi un parallelo con quanto accaduto nel 1945 e quanto sta avvenendo oggi. Allora, sottolinea, "con tenacia, con spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla comunità nazionale, l'Italia ha superato ostacoli che sembravano insormontabili", di conseguenza oggi "la nostra peculiarità nel saper superare le avversità deve accompagnarci anche nella dura prova di una malattia che ha spezzato tante vite".

Mattarella: "Fase 2, serve azione di rilancio"

Durante la sua lunga lettera agli italiani, Mattarella ha toccato anche l’argomento della “fase 2”, ovvero l’uscita dal lockdown, seppur graduale e con limitazioni. "Serve una azione di rilancio e di rinnovata capacità di progettazione economica e sociale - prosegue il capo dello Stato - e a questa impresa siamo chiamati tutti, istituzioni e cittadini, forze politiche, forze sociali ed economiche, professionisti, intellettuali, operatori di ogni settore".

A 75 anni dalla Liberazione d’Italia, il presidente della Repubblica spera che la memoria storica degli italiani abbia metabolizzato gli anticorpi per evitare che si ripetano parentesi caratterizzate da odio e discriminazioni, che qualcuno di tanto in tanto torna a cavalcare. "Il 75esimo anniversario della Liberazione - sottolinea il Presidente - è data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione", prosegue il capo dello Stato di un’Italia che si è minuta "di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista". "Nasceva allora - insiste - una nuova Italia e il nostro popolo, a partire da una condizione di grande sofferenza, unito intorno a valori morali e civili di portata universale, ha saputo costruire il proprio futuro". La chiusura è dedicata ai valori che contraddistinguono il nostro Paese e che sono riassunti simbolicamente dalla nostra bandiera: "Fare memoria della Resistenza, della lotta di Liberazione, di quelle pagine decisive della nostra storia significa ribadire i valori di libertà, giustizia e coesione sociale, che ne furono alla base, sentendoci uniti intorno al Tricolore".

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