Arcuri: "Prezzo massimo mascherine a breve"

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Le mascherine saranno le protagoniste della cosiddetta “fase 2”: gli italiani dovranno farne scorta per tanti mesi, ma i prezzi sono schizzati alle stelle. "Nelle prossime ore - garantisce il commissario per l'emergenza coronavirus Domenico Arcuri nel corso di un punto stampa - con un'azione che abbiamo concordato stanotte con il governo fisseremo il prezzo massimo al quale le mascherine potranno essere vendute: lo faremo sia con riferimento al prezzo che all'aliquota fiscale connessa allo stesso". Insomma, si è reso necessario l’intervento dello Stato per calmierare i prezzi, ma Arcuri aggiunge "siamo pronti a distribuire tutte le mascherine che serviranno per la fase due".

Soprattutto nelle regioni in cui sono obbligatorie per poter uscire di casa, i cittadini si sarebbero attesi una distribuzione gratuita delle mascherine, ma ci sono state dinamiche, blocchi di consegne e cavilli burocratici che hanno reso tutto più difficile. "Un grande paese non può dipendere per sempre dalle importazioni e dagli orari a cui atterrano i cargo - continua Arcuri - non può dipendere dalle guerre commerciali né da speculatori senza scrupoli. Siamo abbastanza per riuscire a cavarcela da soli, non con un incantesimo ma semplicemente organizzandoci". Comunque sia, ribadisce il commissario straordinario, "fino a ieri sera sono state distribuite 138 milioni di mascherine" e che le "Regioni hanno 47 milioni di mascherine nei depositi".

Dopo settimane di importazioni, però, i dispositivi di protezione deriveranno ormai quasi esclusivamente da aziende italiane, che ne produrranno circa 25 milioni al giorno. "Abbiamo sottoscritto un accordo con due grandi imprese italiane - evidenzia ancora Arcuri - che stanno producendo 51 macchinari che serviranno a produrre mascherine nel nostro Paese e che produrranno da 400mila a 800mila mascherine al giorno". "Noi compriamo queste 51 macchine, utilizzeremo alcuni luoghi pubblici per collocarle e produrre una parte delle mascherine e utilizzeremo un'altra grande azienda italiana che ci ha dato la disponibilità ad accoglierne una parte e a mettere parte dei suoi operai a produrre mascherine", spiega ancora il commissario straordinario durante il punto stampa di oggi. "In questi 38 giorni abbiamo cominciato con Cura Italia, ieri sera erano 106 le imprese che hanno ricevuto l'approvazione al loro programma di investimento, le prime 5 hanno sottoscritto con i nostri uffici un contratto e ci stanno rifornendo delle loro mascherine. Trenta giorni fa tutto ciò non esisteva e senza dover richiamare uno straordinario artista napoletano non mi debbo scusare per il ritardo perché 30 giorni sono un tempo straordinario che soltanto un grande paese riesce a impiegare per raggiungere questo obiettivo".

Le mascherine prodotte saranno distribuite a titolo gratuito "alla pubblica amministrazione, ai trasporti pubblici e alle forze dell'ordine e a tutte le componenti del sistema pubblico che ricominceranno a vivere dal 4 maggio".

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