Attività aperte dal 4 maggio. L'Anci al governo: l’elenco serve prima

I sindaci chiedono chiarezza al governo sulla cosiddetta fase due, quella di convivenza con il Covid-19. Cosa aprirà e cosa no? Cosa si potrà fare e cosa no? In attesa delle indicazioni ufficiali del governo, tra indiscrezioni e anticipazioni non c’è dubbio che regni un po’ di confusione, a otto giorni dalla fine del lockdown.

Tra i problemi più rilevanti quello relativo al mantenimento delle misure di distanziamento e sicurezza sui mezzi pubblici.

Ecco perché secondo l’Anci, l’Associazione dei comuni italiani, è necessario: "Conoscere prima del 4 maggio l'elenco delle attività che riaprono per adottare le misure necessarie per mobilità e trasporto, per regolare gli orari di uffici ed esercizi, il corretto utilizzo da parte dei cittadini degli spazi pubblici, con eventuale indicazione d’età".

Servono poi "indicazioni inequivoche sull'uso delle mascherine" oltre a un "integrale sostegno finanziario al trasporto pubblico, incentivi sulla micro mobilità elettrica, semplificazioni per realizzare piste ciclabili". I comuni chiedono anche al governo che una quota dei fondi Ue per l’emergenza vada alle amministrazioni cittadine.

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