App Immuni, gli ultimi dettagli dalla bozza del decreto legge

Coronavirus Italia

L'applicazione Immuni, uno degli strumenti che saranno messi a disposizione dei cittadini durante la fase di convivenza col coronavirus COVID-19, non sarà disponibile prima della fine del mese di maggio, quando ormai gran parte dei cittadini saranno liberi di muoversi più o meno liberamente.

Oggi, a pochi giorni dall'avvio graduale della cosiddetta Fase 2, il funzionamento dell'app per il contact tracing è stato incluso nell'ultima bozza del decreto legge a firma del Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede che nelle prossime ore sarà al centro del nuovo Consiglio dei Ministri.

La bozza conferma quanto già dichiarato a più riprese da fonti di governo nelle ultime settimane: l'utilizzo dell'applicazione Immuni sarà assolutamente volontario e chi deciderà di non scaricarla né di utilizzarla non subirà alcuna limitazione negli spostamenti.

Il mancato utilizzo dell’applicazione di cui al comma 1 non comporta alcuna limitazione o conseguenza in ordine all’esercizio dei diritti fondamentali dei soggetti interessati ed è assicurato il rispetto del principio di parità di trattamento.

Il testo al vaglio del governo stabilisce anche che "il trattamento effettuato per il tracciamento dei contatti è basato sul trattamento di dati di prossimità dei dispositivi, resi anonimi oppure, ove ciò non sia possibile, pseudonimizzati”. In nessun modo, quindi, tra quelle informazioni ci sarà la geolocalizzazione degli utenti: la finalità dell'app sarà quella di avvisare i cittadini di un potenziale contagio, il dove non è preso in nessun modo in considerazione.

I dati raccolti da Immuni, è messo nero su bianco nella bozza del decreto, saranno quelli strettamente necessari ad avvisare gli utenti in caso di potenziale contatto con soggetti risultati positivi. Questi dati, conservati sugli smartphone degli utenti, saranno trasferiti su un server italiano solo per permettere l'invio delle notifiche agli stessi utenti.

Quei dati, totalmente anonimi, verranno conservati per un lasso di tempo che sarà deciso dal Ministro della Salute e saranno cancellati in modo automatico alla scadenza di quel termine. Al di là di quale sarà quel termine, si legge nel testo, quei dati saranno cancellati definitivamente alla cessazione dello stato di emergenza e, in ogni caso, "non oltre il 31 dicembre 2020".

Il testo approderà nelle prossime ore in Consiglio dei Ministri, ma non dovrebbe subire grosse modifiche. Al di là di qualche aggiustamento, questi dovrebbero essere i punti saldi di Immuni e del suo funzionamento.

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