Scontro tra Regioni e governo. Boccia: "Ordinanze contrarie a DPCM saranno impugnate"

Alcune Regioni potrebbero essere diffidate.

Francesco Boccia

Non solo Nord vs Sud, ma anche Regioni a guida centrodestra contro il governo Conte 2. È un vero e proprio caos in vista della Fase 2 e il rischio è che tutto questo, come sempre, si ripercuota sui cittadini, che potrebbero non capire bene cosa è concesso e cosa no nella propria regione. Infatti, se da una parte c'è il DPCM del Premier Giuseppe Conte che dal 4 maggio consentirà una leggera apertura, dall'altro i Presidenti delle diverse Regioni italiane si stanno muovendo per fare qualche concessione in più ai propri conterranei.

La prima a cominciare è stata la Calabria, regione guidata da Jole Santelli di Forza Italia, che già da oggi concede la riapertura di bar e ristoranti che abbiano i tavolini all'aperto. E Santelli è stata anche una delle prime a "chiudere" la propria regione appena il contagio ha cominciato a diffondersi. La Calabria è una delle regioni meno colpite, anzi, considerate le dimensioni del territorio, è la meno colpita dal virus, per questo secondo la Presidente non è giusto che i suoi cittadini restino in un semi lockdown come di fatto è quello imposto dal DPCM di Conte anche ora.

Ma ieri lo scontro tra Regioni e governo è stato praticamente un faccia a faccia in videoconferenza tra i governatori del centrodestra e il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia. I primi hanno chiesto all'esecutivo di evitare rigidità e tempi lunghi e di consentire le riaperture nella Fase 2 nel rispetto dei criteri di sicurezza sanitaria, ma lasciando ai governatori di muoversi a seconda delle situazioni territoriali, ovviamente sempre all'interno di una cornice di linee guida nazionali.

Il ministro Boccia però ha rimarcato che "le ordinanze devono essere coerenti con il DPCM" altrimenti saranno diffidate e sarà chiesto loro di rimuovere dalle ordinanze "la parti incoerenti". In pratica le ordinanze potrebbero essere impugnate davanti al Tar, il tribunale amministrativo. Secondo il governo la possibilità di differenziazioni territoriali potrebbe essere concessa solo dal 18 maggio e non già dal 4.

Intanto i dodici Presidenti di centrodestra hanno inviato una lettera al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella dicendo che "la salute è il primo obiettivo, ma non può essere l’unico... Con il protrarsi delle chiusure i consumi rischiano un crollo generalizzato" e che "è necessario un ritorno agli equilibri democratici previsti dalla Costituzione".

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