Di Maio: "Siamo in emergenza, serve dialogo e confronto con tutte le forze politiche"

"Il governo è solido e stiamo lavorando per ricostruire il Paese".

Luigi Di Maio

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha rilasciato un'intervista a La Repubblica e ha parlato principalmente della Libia, ma ha risposto anche a qualche domanda sull'operato del governo Conte 2 in questa fase di emergenza causata dalla diffusione del coronavirus in Italia e anche dei presunti dissapori interni al MoVimento 5 Stelle.

In particolare, l'intervistatore ha fatto notare che il M5S ha sempre detto di voler mettere il Parlamento al centro, ma lo strumento del DPCM, che accentra tutto nelle mani del governo, non sembra in linea con lo spirito pentastellato e forse andrebbe superato. Di Maio ha risposto:

"Siamo in una fase di emergenza, che naturalmente spinge il governo ad intervenire con una tempestività. Oggi lo stesso il presidente Conte informerà le Camere sulle iniziative per la ripresa dell'attività economica. Credo che in un momento come quello attuale il dialogo e il confronto tra tutte le forze politiche sia essenziale ed è quello che il governo sta perseguendo"

Per quanto riguarda le discussioni sul Mes, che lo stesso Di Maio ha sempre definito uno strumento superato, e sulle trattative in seno all'Europa, l'intervistatore ha ricordato che qualche giorno fa sette deputati del M5S hanno votato una mozione di Fratelli d'Italia e ha chiesto al ministro se teme una scissione dell'area più movimentista dei 5 Stelle, ma lui ha risposto:

"Il M5S è sempre stato composto da diverse anime. Sono dieci anni che i giornali fanno dietrologie sulla possibile scissione del Movimento, ho perso anche la voglia di rispondere a queste domande"

Gli è stata fatta anche una domanda su Alessandro Di Battista e sul fatto che lui e il suo seguito potrebbero indebolire e far cadere il governo, ma Di Maio ha detto:

"Alessandro è uno dei primi attivisti del M5S, esprime liberamente le sue opinioni. Allo stesso tempo, le dico che il governo è solido e stiamo lavorando per ricostruire il Paese in uno dei momenti più difficili della nostra storia"

Per quanto riguarda invece la situazione in Libia, il ministro degli Esteri sostiene che non ci sia alternativa al lavoro politico e non c'è alternativa al fatto che questo lavoro debba essere portato avanti dell'Europa unita e ha ricordato di aver parlato con l'Alto rappresentante Ue Josep Borrell dell'ipotesi di un rappresentante speciale europeo per la Libia da identificare tra i Paesi che non sono coinvolti, direttamente o indirettamente, nel confitto, una figura neutra.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO