Calabria "cavia" d’Italia: Santelli cede alla Lega e anticipa fine lockdown. Il conflitto Stato-Regioni si esaspera

Calabria cavia d’Italia di fronte all’epidemia di Covid-19, in curva discendente sì ma affatto debellata. Con una decisione del tutto inattesa e un’ordinanza notturna, la Regione guidata dal centrodestra da oggi apre persino bar e ristoranti, anticipando non solo il lockdown del governo, che scade il 3 maggio, ma dando anche via libera alle aperture di attività che almeno fino a fine mese prossimo in tutta Italia resteranno chiuse proprio perché considerate più a rischio contagio.

Il governo, tramite il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia, ha replicato molto seccamente che o Santelli ritira l’ordinanza, o si procederà secondo le vie di legge, facendo innanzitutto ricorso al Tar. Ma c'è già chi chiama in causa la Corte Costituzionale per quello che è solo l'ultimo capitolo dell'eterno conflitto tra Stato e Regioni che l’epidemia ha solo portato alla massima potenza/evidenza.

Accade che Jole Santelli (Forza Italia), convinta dalle sirene leghiste, si appella "al buon senso dei calabresi", alla "fiducia" riposta in loro, anticipando gli spostamenti tra Comuni e la riapertura di tutta una serie di attività di commercio al dettaglio, ma anche pizzerie e agriturismo, purché si serva all’aperto.

Il tutto alla faccia delle indicazioni della commissione tecnico scientifica del ministero della Salute, adottate in pieno dai decreti governativi. Un conto è criticare il governo per essersi fatto dettare la linea, come altri governatori ed esponenti della stessa maggioranza più o meno apertamente dichiarano, un altro è mettersi al di fuori delle regole nazionali in una situazione che resta emergenziale.

Il fatto curioso è che solo tre giorni fa Santelli accusava il governo di promuovere un nuovo esodo dal Nord al Sud, autorizzando il rientro dei fuori sede, e invitava perciò il premier a prendersi la responsabilità di un’eventuale esplosione dell’emergenza in Calabria, che viste le condizioni in cui versa la sanità regionale potrebbe tramutarsi in una tragedia annunciata.

"Il Governo ha emesso un decreto che da un lato impedisce la mobilità interregionale, dall’altro autorizza il ritorno nelle proprie residenze in modo indiscriminato, senza controlli alle partenze. Vogliamo precauzioni, noi ci assumeremo le nostre responsabilità ma il Governo si assuma le proprie" aveva ribadito Santelli al Tg4.

Cosa è cambiato nel giro di 96 ore nella testa della governatrice? Molti amministratori locali, anche di centrodestra, non lo hanno capito e infatti hanno dovuto emettere d'urgenza nuove ordinanze comunali per smentire quella della Regione.

Il risultato è una gran confusione. Nelle prossime ore capiremo l’evolversi del braccio di ferro tra governo e regione, e tra regione e comuni, braccio di ferro che rischia di essere pagato in primo luogo proprio dai calabresi.

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