Catalfo: "Reddito d’emergenza e stop ai licenziamenti per altri tre mesi"

ministro lavoro catalfo

Il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha esposto oggi i prossimi provvedimenti del governo a sostegno di famiglie e aziende. Nonostante la crisi, Catalfo sottolinea che il mercato del lavoro nel mese di marzo abbia resistito: "I dati Istat di marzo confermano che l'occupazione in quel mese ha tenuto e non ci sono stati licenziamenti, anche grazie al primo decreto di sostegno al reddito. Allungheremo la Cassa integrazione per ulteriori 9 settimane - dichiara a Repubblica.it - e lo stop ai licenziamenti per altri tre mesi: non c'è motivo di mandare via lavoratori in Cig. Specie ora che abbiamo allargato la Cassa anche a chi ne era escluso, come il professionista con un solo dipendente".

Il governo farà la sua parte, promette il ministro, insomma, ma sarà fondamentale che anche le aziende si diano da fare con la riqualificazione del personale: "Meno sussidi e più riqualificazione dei lavoratori. Il più grande investimento che possiamo fare per evitare una gravissima crisi occupazionale - continua - è quello sulle politiche attive".

In occasione della Festa del 1° maggio, il ministro del Lavoro annuncia anche "un reddito temporaneo per due o tre mesi" per il quale "immaginiamo una platea di un milione di famiglie e una spesa tra 1,2 e 1,8 miliardi. L'assegno varia da 400 euro per un single a 800 euro per una famiglia" e sarà cumulabile con il reddito di cittadinanza. Nunzia Catalfo, infatti, sottolinea che per i "lavoratori poveri, compresi gli autonomi sarà possibile sommare il piccolo sostegno che ricevono fino alla soglia del Rem. Chi prende 200 euro di Rdc potrà integrare fino ad arrivare a 400 euro di Rem".

Catalfo: "Carenza manodopera problema per agricoltura"

L’intervento del governo sarà a 360 gradi e prevede anche interventi nell’ambito dell’agricoltura, con le associazioni di categoria che in questi giorni si sono fatte sentire con richieste precise, come quella di far lavorare nei campi chi percepisce il RdC: "La carenza di manodopera in agricoltura è un problema. Sarebbe utile proporre non solo a chi percepisce il Reddito di cittadinanza, ma anche a quanti ricevono la Cassa integrazione o la Naspi di offrire qualche ora di lavoro per l'agricoltura senza perdere il sussidio. Con la ministra dell'Agricoltura Bellanova e con Anpal - ammette il ministro del Lavoro - stiamo lavorando ad una App anti-caporalato, capace di incrociare domanda e offerta di braccianti in tempo reale e trasparente".

Le novità per colf e badanti

Prevista anche una misura a sostegno di collaboratori e collaboratrici domestici: "Per colf e badanti pensiamo ad uno strumento inedito che varia a seconda delle ore di lavoro prestate, più adatto della cassa integrazione per queste lavoratrici e lavoratori che spesso hanno anche più di un datore di lavoro-famiglia. In presenza di una riduzione delle ore pari al 25%, per chi è sotto le 20 ore contrattuali - aggiunge - sarà previsto un indennizzo di 400 euro mensili e per chi e' sopra 600". Per il bonus, spiega Nunzia Catalfo "basterà una domanda con semplice autocertificazione".

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