Di Battista al veleno contro Renzi: "Non è più un politico, è frustrato, invidia Conte, va disinnescato"

E poi avverte: "Pensate davvero che i soliti boiardi di Stato non stiano già tramando per rifilarci nuovi Mose o Ponti sullo stretto".

Alessandro Di Battista dà del bugiardo a Salvini

Alessandro Di Battista ha scritto un post al veleno contro Matteo Renzi, la spina perennemente nel fianco del governo di Giuseppe Conte. "Dibba", anche se al momento non ha cariche né nel governo né in Parlamento, è sempre molto ascoltato all'interno del MoVimento 5 Stelle e dopo la polemica provocata da una dichiarazione del leader di Italia Viva che ha fatto arrabbiare anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, Di Battista ha scritto:

"Qualcuno si stupisce del cinismo di Renzi, capace persino di tirare in ballo i morti di Bergamo e Brescia per un po' di visibilità. Io no. Conosco il soggetto e conosco i suoi reali obiettivi che nulla hanno a che fare con la politica. Che le sue parole suscitino indignazione è più che normale, tuttavia sarebbe meglio metter da parte la rabbia e pensare a come disinnescarlo una volta per tutte"

Poi ha affondato il coltello:

"Renzi, ormai da anni, non è più un politico. Lui per primo sa che non tornerà mai ad essere Premier o Ministro. Gli basta essere lobbista di se stesso. Si guadagna bene in fondo. Egli provoca, dice tutto e il contrario di tutto, fa finta di essere uno capace di fare o disfare governi ma è tutto marketing, o fuffa se solo ce ne rendessimo conto"

Di Battista quel coltello lo ha anche più volte rigirato nella ferita, come quando ha scritto:

"È vero, detesta Conte, d'altro canto è più che normale che un tipo che sta sulle palle persino a se stesso invidi un Presidente con un alto gradimento popolare. È frustrato, ma non così stupido da far cadere un governo che prova a ricattare per ottenere nomine e prime pagine sui giornali. Denaro e potere, siamo alle solite. Al soggetto dei voti non importa nulla (anche perché non ne ha). Al contrario è molto più interessato ai cachet che si porta a casa per deliziare con le sue idee (quindi con il nulla) platee di nobili sauditi"

E ancora:

"Da anni ormai Renzi sfrutta la politica per far soldi. Il business dei convegni non è niente male. Prima del covid lo si vedeva più a Riad che a Rignano sull'Arno. Si sa vendere il giovanotto ma per farlo ha bisogno di una carta: i giornali. Ve lo ricordate Armando Pellicci detto 'er pomata' di Febbre da cavallo? 'Io ho corso, c'ho i ritagli' amava ripetere all'Ippodromo Tor di Valle mostrando vecchi articoli che parlavano di lui. Ecco, Renzi fa più o meno la stessa cosa. 'Io conto, c'ho i ritagli'. Il problema è che i ritagli ce li ha per davvero anche se nel mondo reale (al di fuori delle redazioni) non conta nulla. I giornali lo tengono in vita e gli danno le pezze d'appoggio per chiedere 20.000, 30.000, 40.000 euro a convegno (più viaggio in business class)"

Dunque Di Battista accusa Renzi di pensare solo ai soldi che guadagna grazie a libri e convegni e poi insiste:

"Un uomo così semplicemente merita l'oblio. Non vale lo sdegno delle vostre bacheche FB. Non vale un minuto della nostra vita nemmeno per schernirlo. E soprattutto non vale le prime pagine dei giornali né il timore che faccia cadere il governo. Uomini ben più importanti e potenti di lui brigano per far cadere il governo in questo momento. E non lo fanno per avere 'i ritagli' dei giornali. Figuriamoci, semmai i giornali li comprano. Lo fanno perché un governo tecnico/di unità/di tutti (e quindi non dei cittadini) per loro è una garanzia. Nei prossimi mesi ci saranno da spendere decine di miliardi di euro nella ricostruzione. Pensate davvero che i soliti boiardi di Stato non stiano già tramando per rifilarci nuovi Mose o Ponti sullo stretto?"

Di Battista però intravvede anche altri nemici, i "boiardi" pronti a sfruttare la ricostruzione. Poi però conclude su Renzi:

"Derenzizziamoci insomma, è un modo per prestare attenzione a quel che conta davvero per le nostre vite e per il nostro futuro e poi è un modo per disinnescare questo mediocre che si crede importante. Fa parlare i defunti per uno straccio di visibilità ecco, togliamogliela una volta per tutte, così sarà lui l'unico 'morto' che parla"

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