Il virologo Silvestri: "Nella Fase 2 servono monitoraggio, flessibilità e coordinazione. Il caldo potrebbe aiutare"

Guido Silvestri è docente alla Emory University di Atlanta, negli States.

Opinione virologo Guido Silvestri su Fase 2 coronavirus

Guido Silvestri è un noto virologo italiano che insegna alla Emory University di Atlanta, negli Stati Uniti. Sui social ha commentato gli ultimi dati italiani emersi dai bollettini quotidiani della Protezione Civile e ha spiegato che, vista la diminuzione dei ricoveri in terapia intensiva, dei ricoveri ospedalieri in generale e del numero di decessi, si può dire che il virus in Italia è "in grande ritirata" e "quindi barra a dritta e avanti tutta verso la fine del tunnel".

Silvestri, in particolare, spiega che cosa bisogna fare per una riapertura in sicurezza:

"Guardando la regolarità con cui i numeri di Covid-19 in Italia continuino a scendere, è forte la tentazione di dire: 'Lasciamo che il virus sparisca senza cambiare la formula vincente'. Ma mi rendo conto che la sofferenza economica e socio-sanitaria legata al lockdown ormai sta superando quella causata dal virus"

Poi aggiunge:

"Se ipoteticamente qualcuno che comanda mi chiedesse un opinione, gli direi che la nostra ricetta si basa su tre semplici principi: monitoraggio (sia delle infezioni che del livello di immunità, con test sierologici e virologici, ed anche con contact tracing), flessibilità (sia nel riaprire che, se necessario, nel richiudere, anche a livello loco-regionale), e coordinazione (a livello nazionale, tra regioni, ma anche internazionale, integrandosi con le strategie usate in Europa, Usa, Cina etc)"

A questi tre punti si unisce una indicazione, che tutti stanno dando in questo periodo:

"Almeno nelle prime settimane di apertura, con il virus che ancora circola, sarà cruciale usare molte mascherine, buon distanziamento sociale e tanta igiene personale"

Poi Silvestri spiega in che modo il caldo potrebbe aiutare:

"Quando si dice 'a questo virus non piace il caldo' non ci riferisce alla temperatura a cui il virus stesso viene disattivato dal calore, ma alle temperature che rendono instabili le goccioline di fomiti (saliva, starnuti, tosse etc) che trasportano il virus nell'ambiente. Questo meccanismo è noto ai virologi da decenni, e spiega perché tutte le infezioni virali respiratorie sono altamente stagionali con chiarissima predilezione per l'inverno"

Silvestri poi cerca di dare un'iniezione di ottimismo:

"Presto, cari amici, torneremo tutti alla normalità, ne sono convinto. Ma dobbiamo gestirla bene questa transizione, non alla carlona, perché il rischio di andare a sbattere contro un altro muro non è per niente piccolo"

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